Ne avevo letto su altri blog ed era un po' di tempo che pensavo di aderire all'iniziativa, soprattutto perché negli ultimi anni sto leggendo molto libri di esordienti e/o emergenti che pubblicano con case editrici "minori" o piccolissime. Sono infatti tra quei lettori che vanno dal proprio libraio di fiducia, insistono affinché ordini attraverso il computer o il telefono libri poco conosciuti e chiaramente non in vetrina, rompe le scatole finché tali libri non arrivino a destinazione e quando proprio non si riesce ad ottenere nulla, si rivolge direttamente alla casa editrice o via mail o via telefono direttamente. Così ho fatto per Io l'Immortale di Angela Catalini, edizioni Ennepilibri, così ho fatto per Diecimila e cento giorni di Claudio Martini, edizioni Besa, così sto facendo per tutti gli altri che ho in animo di leggere da qui a Natale. Per cui, in questa iniziativa di supporto alla piccola editoria di qualità mi ci ritrovo e mi ci riconosco. Ecco qui, chi passa e magari si chiede in cosa consista, andate a dare un occhiata e vedrete che lo scopo è davvero onorevole! (da qua, la bannerizzazione del blog)
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Ogni sette secondi un bambino muore di fame |
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Ogni sette secondi un bambino muore di fame, eppure oggi ci sono le condizioni economiche e tecnologiche per realizzare un mondo più sicuro, più prospero e più giusto per tutti.
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per raggiungere gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Sito della campagna |
Vi chiedo anticipatamente perdono, dell'argomento so pochissimo, per non dire nulla, ma in rete c'è una persona che porta avanti la propria battaglia personale in favore di una cura ad una malattia che è stata preclusa da una legge. Si tratta di quella sulle "Cellule Staminali". Io sono profondamente credente, e quindi combattuta a priori, sull'argomento, ma in ogni caso, il mio impegno a informarmi maggiormente e ad approfondire la questione, da adesso in poi lo metterò con entusiasmo. Non amo rifiutare a priori ciò che non conosco a fondo. Vi riporto questo appello, che la mia amica pittrice e insegnante Gabriella [Xallei] Frustaci, ha voluto divulgare sul suo blog. In ogni caso, è una persona che ha bisogno di portare alla luce il suo problema, e se questo foglio elettronico può essere il veicolo di una migliore informazione, lo metto a disposizione volentieri. Sempre restando molto perplessa, per via dell'allontanamento volontario e perentorio dalla Chiesa di quest'uomo, ma senza giudicare, anzi, abbracciandolo comunque con grande affetto e pace. Ipanema
Fiat Lex, non lux!
Oggi, 10 marzo 2004, è un giorno particolarmente brutto per me, perché entra in vigore questa legge: . Ed essa non è pessima solo per noi malati e per non poche donne, ma per tutte le persone per le quali il peccato per alcuni non può assolutamente diventare reato per tutti. Credo che queste persone siano (o saranno) la maggioranza in Italia: il referendum sul divorzio e quello sull'aborto insegnano. Per questo occorre informare la gente e proporre adeguati quesiti referendari (anche senza illuderci troppo: ). Il sottoscritto può solo cercare di informare adeguatamente le Italiane e gli Italiani che "navigheranno" virtualmente da queste parti. Ed è quello che mi accingo a fare. Comincio col dire che questa legge è profondamente illiberale, antiscientifica e anticostituzionale, e non lo dico solo io (un malato che non crede nel "senso salvifico" della sofferenza: ), ma pure persone sane e più titolate . In sintesi, possiamo dire che questa legge limita notevolmente sia la ricerca scientifica, sia la procreazione medicalmente assistita: leggi qui. Due giorni dopo che essa veniva approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati , dalla Corea del Sud arrivava la seguente notizia: e questa . E si, a suo tempo, meno di quattro anni fa, l'attuale Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, e il Cardinale Ersilio Tonini erano due dei 25 componenti la Commissione cellule staminali: (altro su di essa si trova alla seguente pagina web. Vi pregherei di leggere la relazione finale di questa Commissione: , soprattutto da pagina 15 alla fine.
Vedrete che tutti erano d'accordo sul Tnsa (Trasferimento nucleare delle staminali autologhe), anche il Cardinale Tonini.
Ora, invece, la Chiesa cattolica boccia pure il Tnsa e la ricerca sugli embrioni soprannumerari da buttare nella spazzatura, equiparandoli alle persone sofferenti come il sottoscritto. Tuttavia, questo non mi sorprende molto, poiché la storia insegna che la Chiesa di Roma ha troppo spesso assunto posizioni irragionevoli e antiscientifiche, salvo poi pentirsene molto tardivamente, chiedendo scusa. Quello che invece mi stupisce, è che Onorevoli e Senatori italiani approvino leggi che in sostanza dicono: questo, per le mie convinzioni religiose o ideologiche, sia pure non oggettive, io non lo farei, quindi nessuno lo deve fare. Una tale posizione è oggettivamente inaccettabile. Pur non sorprendendomi la posizione della Chiesa cattolica in questo caso, essendo io un non credente, solo da pochi giorni venuto a conoscenza della possibilità dello sbattezzo , ho deciso appunto di ricorrere allo sbattezzo: non voglio infatti più alcun legame con il Vaticano, soprattutto se tale legame deriva da una imposizione come il battesimo.
firmato:
Severino Mingroni
firma il referendum!
Appello per Stilos
(dal Blog di Giulio Mozzi): [ricevo da Domenico Cacopardo questa lettera aperta a Mario Ciancio Sanfilippo, direttore ed editore del quotidiano La Sicilia, in allegato al quale è pubblicato ogni martedì il settimanale di cultura e informazione libraria Stilos, diretto da Gianni Bonina, al quale mi onoro di collaborare. Se volete, potete copiare questa lettera e spedirla all’indirizzo: segreteria@lasicilia.it. Grazie.]
Al dottor Mario Ciancio Sanfilippo
Direttore ed editore de La Sicilia
Catania
L’ulteriore ridursi della foliazione di Stilos, il settimanale culturale de La Sicilia, ci induce a fare appello a lei che ne è l’editore per manifestarle lo sconcerto che la decisione provoca.
Infatti Stilos, al pari di Tuttolibri de La Stampa e del domenicale del Sole-24Ore, rappresenta uno dei pochi riferimenti per coloro che amano la cultura e vogliono conoscere i suoi sviluppi, le sue tendenze, le sue novità.
E Stilos è l’unico settimanale del genere nel Sud d’Italia e svolge il proprio compito avendo attenzione non al solo Sud o alla Sicilia, ma al paese e al panorama internazionale.
Insomma è uno dei pochi strumenti a disposizione di chi abbia interessi più ampi della semplice cronaca politica o nera.
Ora il ridursi della foliazione renderà ancora più difficile il lavoro di informazione e di documentazione, invitando i ‘clienti’ di Stilos a rivolgersi altrove, là dove l’inserto culturale non trova ridimensionamenti, ma sostegni e promozioni.
Le chiediamo, perciò, di intervenire perché Stilos sia subito restituito al suo normale formato, evitando che perda funzione e peso e, come sempre accade in questi casi, lettori.
Orgogliosamente La Sicilia deve continuare a sostenere il suo settimanale di cultura, come specifica e singolare espressione della permanente vivacità intellettuale di Catania e dell’isola in generale.
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Non conosco Stilos. Non leggo La Sicilia come quotidiano. Ma apprendo essere un buon foglio di giornale che tratta di libri e letteratura. E di pensiero. E non posso non fare mio tale appello. Qualunque cosa abbia a che vedere con l'intelligenza dell'uomo, e il suo sapere, deve essere divulgato e incoraggiato, non boicottato e smagrito.
Pertanto faccio mio questo appello. Sperando che altri facciano altrettanto.
Ipanema

[abbracciamoci - di Gabriella [Xallei] Frustaci]
Rivedo le tue lettere d'amore illuminata adesso dal distacco;senza quasi rancore...L'illusione era forte a sostenerci; ci reggevamo entrambi negli abbracci pregando che durassero gli intenti, ci promettemmo il "sempre" degli amanti, certi dei nostri spiriti d'Iddii. E hai potuto lasciarmi e hai potuto intuire un'altra luce che seguitasse dopo le mie spalle! Mi hai suscitato dalle scarse origini con richiami di musica divina, mi hai resa divergenza di dolore, spazio per la tua vita di ricerca per abitarmi il tempo di un errore...E mi hai lasciato le tue lettere
onde ne ribevessi la mia assenza!
[alda merini]
Un abbraccio ti raggiunga o dolcissima Signora, e ti riscaldi dell'affetto di tue appassionate lettrici: Xallei e Ipanema
inserito sul blog Per Alda Merini in occasione del compleanno della grande Poetessa Italiana.
L’ Unione Europea ha aperto un procedimento di infrazione contro alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, “colpevoli” di non aver introdotto la remunerazione degli autori e degli editori per i prestiti effettuati in biblioteca. E’ una misura che si inscrive in un quadro generale di attacco al diritto di leggere e di consumare cultura, musica, informazione. Già la cosiddetta EUCD, con le leggi di armonizzazione derivate, aveva pesantemente limitato le possibilità del diritto di copia e aveva introdotto la logica del consumo a scadenza dei prodotti (così, d’ora in avanti, chi acquisterà un e-book, un sw, un cd, un dvd, non avrà mai la certezza di poterlo utilizzare a distanza di anni o cambiando lettore, computer, palmare: è la civiltà dell’”inchiostro simpatico”, come è stata simpaticamente definita).
Anche se non dovesse sortire effetti immediati, la procedura europea ha già ottenuto il risultato di far considerare oggi plausibile ciò che fino a ieri sembrava inconcepibile. Dovremo dunque far pagare i prestiti in biblioteca per ridistribuire royalties agli editori e (in piccola parte) agli autori? Dovremmo sottrarre al già risicato budget di acquisto delle biblioteche pubbliche una quota per il pagamento dei diritti alla SIAE (come è successo per le fotocopie) magari proporzionale al numero di iscritti (come in Francia) o dei prestiti, con il risultato encomiabile di punire le biblioteche più attive ed efficienti? Dovremmo addossare allo stato la spesa, configurando una indiretta tassa sulla lettura, un equivalente moderno della tassa sul macinato?
Tutte queste soluzioni sono ugualmente indigeste. Le biblioteche hanno un’altra concezione del diritto d’autore: esistono e combattono perché gli autori (non solo quelli dei bestseller) siano conosciuti, letti, amati.Perché possano essere conosciuti, letti e amati anche dopo essere spariti dagli ostensori del mercato, dove rimangono per una vita media di soli sei, sette mesi. Le biblioteche hanno un’altra concezione del diritto d’autore: investono in catalogazione, promozione, stoccaggio per permettere agli autori di raggiungere i loro lettori.
Con i livelli di lettura che esistono in Italia e che sono tra i più bassi d’Europa l’eventualità dell’introduzione del prestito a pagamento rappresenta un suicidio annunciato.
Per questo la biblioteca di Cologno ha inteso raccogliere la preoccupazione di molti bibliotecari, di molti lettori e di molti autori (e anche di qualche editore!) e unirsi ai colleghi spagnoli che in una contemporanea manifestazione a Guadalajara protestano contro “el préstamo de pago” (con loro avremo un collegamento in videoconferenza). E’ un’unità transnazionale di cui vogliamo sottolineare il valore simbolico e “pratico”. Le biblioteche sono un grande scaffale aperto per l’editoria e per la libertà di informazione. Della loro opinione, vogliamo dire sommessamente ma decisamente, occorrerà tenere conto. A differenza di quanto è accaduto in passato.
GLI OCCHI DEI SAHRAWI >>
Sono circa 250 mila i Sahrawi che vivono in esilio in una striscia di deserto dell'Algeria, una zona assolutamente arida e povera. Povera di tutto quanto è generalmente indispensabile per vivere in modo dignitoso. Pochissima acqua, poca elettricità, aiuti alimentari che cominciano a scarseggiare. I bambini d'inverno si ammalano: la temperatura nelle tende scende moltissimo e capita spesso che alcuni di loro muoiano di polmonite, o si trascinino febbre e tosse per mesi interi. Eppure non rinunciano ad andare a scuola o a giocare senza giocattoli. Li vedi spuntare di corsa a piedi nudi dalle tende, dove anche un copertone bucato o una piccola pentola arrugginita sembrano il gioco più bello, capace di accendere la fantasia e aprire la loro immaginazione. Quando cammini per la strada, anche da lontano cominciano a sbracciarsi in saluti che non ho mai visto così calorosi, ti chiedono se hai una caramella e da dove arrivi. Sognano un altro mondo, sognano la Spagna, l'Italia, Cuba. Ci sono stati magari d'estate, ospiti delle famiglie che conoscono la causa dei Sahrawi. E parlano sempre del mare, non il loro, ma quello di altri popoli. Il mare, le caramelle, i pastelli per colorare: i bambini Sahrawi vivono con gli occhi e i pensieri colmi di colori che nel nero dei loro occhi diventano una luce magnetica.
postato da: monello da Tutti i Bambini Multiblog
BENTORNATA MONELLINA!
GLI OCCHI DEI SAHRAWI
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Si chiama Omar. E' un bambino Sahrawi nato nei campi profughi algerini. Appena l'ho visto, non ho potuto fare a meno di fotografarlo, i suoi occhi parlano, come quelli di tutti i bambini qui, in questa fetta di deserto dove i Saharawi si sono dovuti rifugiare. Non ieri o l'altro ieri, ma 25 anni fa. Venticinque anni ad aspettare un referendum per la loro autodeterminazione. Ma non si smuove nulla: il Marocco continua ad occupare la loro terra, violando i diritti umani e le norme internazionali. I bambini non sono all'oscuro di tutto questo, perchè nei racconti dei loro genitori e dei loro nonni c'è il mare del Sahara Occidentale, quel mare che non hanno mai potuto vedere, ma che disegnano di un blu profondo. Hanno davvero gli occhi della leggerezza, questi bambini. Occhi leggeri ma straordinariamente profondi. Ti ci perdi e ti fanno sentire scoperto, perchè scavano. Gli occhi di chi gioisce se riceve in regalo una scatola di pastelli o una caramella alla frutta. Gli occhi di chi non ha nulla, ma anche nel nulla trova qualcosa per cui sorridere. Sono appena tornata, ho ancora tante emozioni vive. Appena riuscirò a leggerle e a farle parlare, queste emozioni, comincerò a raccontarvi la leggerezza dei bambini Sahrawi e di questo popolo paziente e dignitoso.
da Tutti i Bambini Multiblog, postato da il Monello