Non riesco a riportarne un pezzettino qui sul post. Le configurazioni del suo blog creano problemi alla visualizzazione del mio blog. Ma se avete voglia di sorridere almeno un po', consiglio di andare a leggere il blog della mia amica LiviaR. Troppo divertente questo post !
nutellì, io te l'ho detto... cambia template!!!
Grazie per il vostro affetto, grazie per tutto quello che avete fatto per me, meravigliosi e impagabili amici. Grazie e auguri di cuore. Pattinando (Post di Patti, pubblicato oggi su Amici di Pattinando)
Quando un blogger smette di bloggare, lascia sempre un gran vuoto che non si riesce a colmare facilmente, purtroppo. E le ragioni che spingono a smettere sono tantissime. Quanti "amici" virtuali ho incontrato in questi cinque anni di blog, che hanno smesso... Sono innumerevoli. E molti di loro erano "mitici", ossia tra i primi e tra i più originali. Uno di questi era appunto Pattinando, Virtual Blog il suo blog, ironico, graffiante, spiritoso. Divertente e di grande impatto. Ma Pattinando non era solo Virtual Blog. Era anche altro. Era amicizia virtuale, solidarietà per i blogger neofiti che si avvicinavano senza saper come fare per iniziare l'avventura del diario online, era conoscenza dell'informatica come pochi altri, e a disposizione di tutti, era un "baciotto" affettuoso che non mancava mai, nello spazio commenti, periodicamente e soprattutto nelle feste comandate. Era una presenza concreta e costante. Qualcuno che "è bello sapere che c'è". Per questo quando dopo tanto tempo che aveva sospeso, lasciando un debole grido sul suo blog, non era più riapparso, tutti i blogger che avevano avuto modo di conoscerlo e sapevano quanto fosse importante la sua presenza sul web, si sono mobilitati per scoprire come stesse e se mai sarebbe tornato a dare qualcosina di sé nuovamente. E oggi, nel giorno di Natale, scopro sul blog aperto per richiamarlo a gran voce, che ha postato, che ha aggiornato il suo blog, che ha ripreso ad essere presente e graffiante come prima. Bene, un bellissimo regalo di Natale. Un baciotto, Patti. Da parte mia. Felice che tu sia tornato. Soprattutto felice di sapere che stai bene. Che il peggio è passato. I.
Ci sono persone che senti di famiglia, nonostante stiano dietro un monitor, un televisore. Ci sono persone di cui ti fidi, sai che qualunque cosa dicano o ti dicano, attraverso quel monitor, quel televisore, sono per lo meno verificate, da un punto di vista della concretezza e dell'attendibilità. Ci sono persone che al mondo di quel monitor, di quel televisore appartengono, che una volta scomparse ti mancheranno immensamente, come se fossero da sempre appartenute alla tua famiglia. Ecco, lui è una di queste persone. Buona vita lassù, carissimo Enzo. Ahimè il vuoto che lasci è profondo. Questo mondo purtroppo di gente come te ne avrà sempre di meno, e sempre più bisogno. link Infocity
Grazie a Lino per l'avviso!
Rinnovo adozioni a distanza
Bambini Nel Tempo - anno 2006/2007
In data primo dicembre
dichiariamo apertoil rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei Bambini Nel Tempo (per il quarto anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger di Bambini nel tempo)
* Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a
10 euro.
* Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione
unitamente al gruppo Insieme.
** Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.
Per adesso si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione.
(Quando ci sarà materialmente da inviare i soldi, saranno avvisati tutti in questo blog e sarà fornito il numero di conto corrente postale)
Lasciamo qui, nei commenti di questo post, tutte le dichiarazioni di sottoscrizione.
Grazie a tutti!
I Favoriti della Luna
Vivevano nella vita
Permeati da un grande vento
Con sorti giá decise.
Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma c’era in loro un’umida speranza,
una fiammella nutrita del proprio luccichio
[…]
("Monologo per Cassandra"). Wislawa Szymborska
data primo dicembre 2006 si dichiara aperto il rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei Bambini Nel Tempo per il quarto anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger di Bambini nel tempo.
* Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a
10 euro.
* Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione
unitamente al gruppo Insieme.
** Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.
Writer, blogger e scrittore di grande valore ha pubblicato questo sul suo blog. Io lo copio e lo incollo sul mio, in modo che possa essere di ulteriore veicolazione:
Ho seguito la vicenda di Malene dapprima distrattamente, come se fosse uno dei tanti rumori di fondo che attraversano la galassia dei blog, poi con attenzione, infine con partecipazione e coinvolgimento emotivo.
Chi ha seguito la vicenda, ne conosce già i risvolti. Per gli altri una rapida sintesi potrà essere utile.
Malene è una donna di Haiti che vive in Italia. Lavora presso una ditta di pulizie. Non vede suo figlio da sette anni. Il ricongiungimento famigliare è reso problematico da ostacoli burocratici (la concessione del visto) ed economici (occorrono più di 2.000 euro per un viaggio di andata e due di ritorno dall'Italia ad Haiti).
Grazie all'impegno di Magdalene57 e di altri blogghers,che hanno organizzato iniziative, "maratone" e campagne di sensibilizzazione, sono stati raccolti, su un conto corrente intestato a Malene, 1600 euro, cifra che le permetterà di andare a prendere suo figlio!
Il 2 dicembre Malene partirà per Port au Prince e rientrerà- ma non da sola- in Italia il 29 dicembre.
Alcuni link di approfondimento, tratti dal blog di Magdalene 57:
http://blog.libero.it/butterflay/838066.html (la sua storia)
http://blog.libero.it/butterflay/1806731.html (io aiuto Malene)
Malene è una persona discreta e schiva, non ha chiesto niente per sé.
Voglio riportare alcune sue parole quando è stata messa al corrente dell'iniziativa che la riguarda:
Miei fratelli sorelle
Prima di tutto mille grazie a Margherita. Vi ringrazio di tutto cuore per il supporto economico per aiutarmi ad avere mio figlio in Italia con me. Sono commossa e riconoscente. Mi avete scaldato il cuore raffreddato dalle vicissitudini della vita.
Dio vi benedica
Vi abbraccio e rinnovo il mio affetto per voi. Vostra sorella e amica.
Ismaléne
La notizia è straordinaria, ma credo che l'impegno non possa fermarsi qui. Il ricongiungimento famigliare comporterà spese aggiuntive non indifferenti (vitto, spese scolastiche, abbigliamento invernale, ecc)
La proposta è dunque quella di continuare ad aiutare Malene, concretamente, non a parole. Perché di belle parole la vita è piena.
Per aiutare concretamente Malene
ISMALENE PROPHETE-DUME
c/c postale:75997270
codice abi cab: IT72-07601-12700
(per versare attraverso bonifico bancario)
Grazie a tutti voi.
Writer

Una Pasqua di Pace e di Coccole per tutti, indifferentemente.
Con affetto sincero da
Ipanema
Ecco Gabrielle, l'ultima arrivata tra I Bambini nel Tempo. Quest'anno i Blogger si sono scatenati in una gara di solidarietà che non ha precedenti. Hanno raccolto adesioni a tempo di record, iniziando con grandissimo anticipo la campagna per la raccolta delle adesioni alle adozioni a distanza, e quando si è prospettata la possibilità di aggiungere un bimbo alla già nutrita "squadra" di ragazzini adottati dal Gruppo Insieme/Bambini nel Tempo, il tam tam del web si è addirittura moltiplicato fino a raggiungere un importantissimo traguardo. Gabrielle, ha quattro anni, è orfana di padre e la madre non può occuparsi di lei perché deve lavorare. E' una bimba schiva e molto triste, malinconica perché sente molto la lontananza della madre. Almeno con il sostegno dei Bambini nel tempo le verrà data la possibilità di nutrirsi e di frequentare la scuola oltre che a vestirsi ed essere accudita. Ma pare che all'orizzonte ci siano anche altri progetti che il sostegno di Bambini nel Tempo/Gruppo Insieme renderà possibile. E' davvero una cosa meravigliosa, che meritava una menzione.
Ciao Gabrielle, anche da me Ipanema
Um abraço!
Stefano Cenerini è un medico bolognese che dal 1997 anni esercita la professione in Zimbabwe, dove vive con la famiglia. Alcuni suoi amici (tra cui il mio amico Franco Foschi: medico anche lui, e con una grande passione per la letteratura) ha fondata un anno fa In missione con noi, una piccola onlus che ha lo scopo di "coordinare la raccolta e l’invio di materiali medico–sanitari e di offerte in denaro" a Cenerini, nonché di "promuovere la figura del medico missionario attraverso iniziative culturali e di informazione". (L'iniziativa - lo preciso perché la parola missionario potrebbe essere malintesa - è del tutto laica).
Mi scrive oggi Franco Foschi: "Cari amici, vi mando la pubblicità per la prossima iniziativa che ho in corso per la mia piccola onlus. Fatecela tutta per partecipare, ho davvero bisogno di soldi da mandare giù nello Zimbabwe! Dobbiamo comprare materiali sanitari e igienici che spediremo presto con un container. Vi ringrazio molto, e fatemi pubblicità!".
L'iniziativa è una commedia, Festa di matrimonio, che andrà in scena il 3 marzo a Bologna, al Cinema Teatro Orione.
Qui scaricate il volantino che spiega l'iniziativa.
Qui Franco Foschi vi dà maggiori informazioni sull'attività di Stefano Cenerini in Zimbabwe.
E cliccando qui potete scrivere a Franco Foschi e prenotare un biglietto per lo spettacolo

A Rio l’atmosfera è di una capitale, ma forse perché è una città di mare, a Rio la formalità delle capitali si fonde con l’informalità della vita al mare. Quando siamo nel centro di Rio, siamo in una capitale. Quando siamo a Ipanema e Leblon siamo in un posto di villeggiatura.
A Rio adoro osservare la gente di Copacabana. Copacabana è piena di anziani e di gente che non è di Rio. Sei vicino al mare (sporchissimo), ma l’affitto non costa tanto quanto in Ipanema o Leblon (tanto per citare due altri quartieri sulla costa). Per chi non è di Rio, Copacabana è il posto ideale per imparare come sono i rapporti tra le diverse tribù che vivono nella città. Una micro Rio. E i portieri degli edifici? Copacabana deve avere la maggior concentrazione di portieri per metro quadro nel mondo. Oppure quelle signore piene di rughe coi seni in discesa libera, ma che continuano ad andare sulla spiaggia con i bikini. A Ipanema il botox si vede di più i giro.
Rio è “uma feijoada completa”. Nella “feijoada” mettiamo diversi tipi di carne di maiale, fagioli (di un certo tipo), poi c’è il riso, la “couve”, l’arancia per fare un contrasto. C’è la “farofa” e la “caipirinha” non può mancare. Insomma, molta cosa che messa insieme nel modo giusto produce uno dei piatti più squisiti del mondo (per chi non è vegetariano come la mia cara amica Victoria Lewis).
Bianchi e neri, Ipanema e le favelas, Cariocas e Nordestinos, brasiliani e stranieri, intellettuali e “favelados”, samba e opera, chiesa e “candomblé”: tutto questo è il Rio de Janeiro.
Un verso di una canzone di Dorival Caymmi, grande compositore di Bahia :
Quem não gosta de samba
Bom sujeito não é
É ruim da cabeça
Ou doente do pé
Io la traduco cosi:
Se non ti piace la samba
Non sei una persona in gamba
O sei pazzo
O sei zoppo.
Rio è come il samba.
post rubato da Terrabrasiliis perchè avevo bisogno di conservarmelo...

«If you want to give a message again to the West, it must be a message of Love, it must be a message of Truth. I want to capture your hearts. Let your hearts clap in unison with what I'm saying. A friend asked yesterday, did I believe in one world? How can I possibly do otherwise, of corse I believe in one world».
Traduzione
«Se volete di nuovo dare un messaggio all'Occidente, deve essere un messaggio di amore, deve essere un messaggio di verità . Voglio catturare i vostri cuori. Fate battere i vostri cuori all'unisono con quello che dico. Ieri un amico mi ha chiesto se credessi davvero in un mondo unito. Come potrei fare altrimenti? Certo che credo in un mondo unito»).
Testo integrale del messaggio di Gandhi tratto da: Conferenza Interasiatica di New Delhi, 2 aprile 1947.
Qui l'intero discorso di Gandhi in lingua inglese e QUI la traduzione in lingua italiana.
Fonte: Quando la pubblicità usa la voce dei saggi
Post rubato
dal blog didattico Ludus Litterarius ideato, voluto, impaginato e coordinato da Carla Astolfi, webmaster e direttrice della webzine Agli Incroci dei Venti. Si consiglia di leggere anche i commenti postati nel blog dagli alunni e dalle maestre di varie scuole d'Italia, nonchè l'articolo di PierLuigi Tolardo a proposito sempre di questa campagna pubblicitaria della TIM.
e qui una risposta irriverente/ironica alla TIM
Questo articolo, segnalato anche sul blog di Giulio Mozzi e che prima mi era sfuggito, pubblicato da Marco Lodoli su Repubblica, non ha bisogno di molti commenti, o di mie parole. Semplicemente va letto, e meditato.
I jeans a vita bassa
delle quindicenni
di MARCO LODOLI
INSEGNARE a scuola mette in contatto con le verità del giorno: è come raccogliere uova appena fatte, ancora calde, magari con il guscio un po' sporco. Gli storici interrogano i secoli, ma in una classe di una qualsiasi periferia italiana si ascolta il battere dei secondi. Ebbene, oggi una ragazza di quindici anni, un'allieva che non aveva mai rivelato una particolare brillantezza, ha fatto una riflessione che mi ha lasciato a bocca aperta.
Eravamo negli ultimi dieci minuti di lezione, quelli che spesso si spendono in chiacchiere con gli alunni. La ragazza raccontava di volersi comprare un paio di mutande di Dolce e Gabbana, con quei nomi stampati sull'elastico che deve occhieggiare bene in vista fuori dai pantaloni a vita bassa. Io le obiettavo che lungo la Tuscolana, alle sei di pomeriggio, passeggiano decine e decine di ragazze vestite così.
Non è un po' triste ripetere le scelte di tutti, rinunciare ad avere una personalità , arrendersi a una moda pensata da altri? E da bravo professore un po' pedante le citavo una frase di Jung: "Una vita che non si individua è una vita sprecata". Insomma, facevo la mia solita parte di insegnante che depreca la cultura di massa e invita ogni studente a cercare la propria strada, perché tutti abbiamo una strada da compiere.
A questo punto lei mi ha esposto il suo ragionamento, chiaro e scioccante: "Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità ? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l'ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile. Mi fanno ridere le mie amiche che discutono se nella loro comitiva è meglio quel ragazzo moro o quell'altro biondo. Non cambia niente, sono due nullità identiche. Noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci. Noi siamo la massa informe". >>>>> (continua a leggere su La Repubblica.it)
Dìcimelo
Frasi storiche, esilaranti,
parole buffe dette dai nostri piccoli cuccioli
Da Istintivamente, il blog di un giornalista, umano, coraggioso, controcorrente...
Poco fa, per strada, pedalando. "Solo dal perdono nasce l'amore". La frase è il claim, il sottotitolo insomma, di un film di cui nemmeno ricordo il nome. La vedo sul cartellone, in mezzo a tante altre, pèer una frazione di secondo. E penso a Israele e palestina, a Iraq e America, a kamikaze e omicidi mirati, a torture e decapitazioni. Penso che è difficile dire basta per primi. Dimenticare il torto, la violenza, l'orrore subito, magari inflitto ai propri cari. Ma proprio per questo, il perdono è forse l'ultimo atto di eroismo. E non di paura, di viltà, come spesso siamo portati a credere. Chi ha il coraggio di perdonare per primo, innesca la rinascita di una relazione. Il problema è che dovremmo farlo tutti i giorni, fin dalle piccole cose. Invece, io per primo, se uno ci ruba il posteggio o ci taglia la strada, siamo pronti a mandarlo affanculo e a tagliargli, metaforicamente, la gola. Allora taccio anch'io, e magari ci medito un po' sopra, prima di fare prediche. Parcheggio la bici, poi vediamo.
Mi domando....
E adesso mi pongo delle domande.
Quella Lynndie che si vede nelle foto... adesso è incinta di cinque mesi.
Il padre, è un altro torturatore...
Mi immagino, mentre si occupa del suo bambino indifeso... lei che ha visto e ha fatto quello che ha fatto...e che le sorriderà estasiato, felice di ricevere i baci dolcissimi di una madre. Ne sarà capace, lei?
Mah... saranno pregiudizi.
Saranno pensieri razzisti.
Una madre, già torturatrice di Iracheni, può comunque essere un genitore preoccupato e delicato.
Forse.
Non so.
Non riesco a pensare.
Non riesco a non pensarci, però.
Ma continuo a pormi delle domande: erano soldati.
Magari invasati, perchè in fondo, quando si sceglie di partire e di andare a combattere in un paese che nemmeno sai dove sia, devi essere per forza di indole violenta o comunque, avere dentro rabbia e voglia di spaccare ossa.
Altrimenti, sceglieresti di fare il missionario.
Forse.
Erano però soldati.
Con un capo che comanda, che dà ordini e direttive.
Ok.
Potevano ribellarsi.
Potevano dire No, non ci sto, non le faccio ste cose io.
Io lo avrei fatto.
Pagandone tutte le conseguenze.
Ma l'avrei fatto.
Loro, no.
Loro hanno seviziato.
Umiliato.
Vilipeso e ucciso a suon di botte.
Donne e uomini.
Carnefici e carcerieri.
Contro donne e uomini, vittime e prigionieri.
Lo hanno fatto.
Non ci sono scuse.
Però....
Però erano comandati.
Avevano degli ordini superiori.
E pagheranno solo loro.
Solo quelli che purtroppo, come ha detto Lynnie alla madre "ero nel posto sbagliato nel momento sbagliato".
Se non fosse stata ritratta in quelle foto, forse l'avrebbe scampata.
Ma i SUPERIORI, quelli che hanno detto "Fategli vedere l'inferno"...
quelli pagheranno?
I denti verdi di mio zio (di E. Fovanna)
E' una lunga storia, ma se avrete la pazienza di arrivare in fondo, credo che non ve ne pentirete. La storia di un mistero, sepolto per 60 anni, e di una rivelazione, che non mi ha lasciato uguale a prima.
Sono passati 60 anni e la vita scorre lenta in Val d’Ossola, ultima propaggine d’Italia prima del Sempione svizzero. Lì c’è la Valgrande, l’area wilderness (inabitata) più grande d’Europa. Un’immensa vallata che, nel giugno ’44 accolse 450 partigiani, molti dei quali fuggiti da Milano, inseguiti da 17mila nazifascisti che li stringevano d’assedio. Nel rastrellamento morì anche mio zio, senza armi indosso. Fuggito come tutti gli altri all’ultimatum del Duce, dopo l’11 settembre: "Alla leva o al muro". Da poco ho scoperto il segreto della sua morte. E’ bastato cercare i sopravvissuti, in particolare l’uomo che aveva visto tutto.
Io non so di che colore avesse gli occhi mio zio. Le vecchie foto della nonna sono in bianco e nero. Ma so che quando hanno trovato il suo cadavere, che ancora sorrideva al cielo della Valgrande, aveva i denti verdi. (continua qui)