mercoledì, 10 maggio 2006, ore 19:24
scarabocchiato da Ipanema in racconti, lampi di vita

Bambini che lustrano le scarpe


[Negli Occhi della Leggerezza Multiblog]


Di sera, a Rio de Janeiro, quando le serrande dei negozi si sono abbassate, le luci delle vetrine colorate per i turisti spente... le strade diventano meno affollate e i marciapiedi ... si popolano. Sotto lo sguardo vigile e attento dei poliziotti della sicurezza notturna, un nugolo di bambini e adolescenti comincia ad uscire da non si sa dove, e prende a distendere sotto pensiline e addirittura dentro cabine telefoniche, pezzi di cartone quasi a ricavarne una capanna...
Uscivo dalla chiesa principale del quartiere turistico poco distante da dove abitavo, quando sentii un grido straziante ma arrabbiato e qualcuno che mi tirava per la maglia... stava piovendo a dirotto...
"Signoraaaa! Ho fame!" era il grido, ma non addolorato, davvero, era di rabbia e stizza. Girandomi non riuscii sulle prime a capire chi o cosa fosse. Dietro di me alla mia altezza non c'era nessuno. Soltanto dopo il primo attimo di stupore, abbassai lo sguardo per terra e lo vidi , un bimbo che avrà avuto tre, quattro anni. Nudo. Bellissimo e arrabbiatissimo. Continuava a ripetere piangendo "Ho fame, voglio del pane!"....
Mio marito si chinò, lo prese in braccio e poi ci voltammo cercando con lo sguardo l'eventuale madre del bimbo. Una ragazza seduta sotto una tettoia e appoggiata all'inferriata di una banca stava allattando un bimbo di pochi giorni... ci sorrise e annuì con la testa, approvando che lo prendessimo per sfamarlo.
Alla caffetteria più vicina, unico ristoro ancora aperto, comprammo pane, dolciumi e caffè caldo, e portammo tutto, bambino compreso alla sua giovane e poverissima famigliola... ora il bimbo sorrideva. Aveva la bocca piena di pane e cioccolata e le guance gonfie lo rendevano ancora più gioioso.. ma i suoi occhi neri luminosissimi mi trafissero da parte a parte.
Non li ho mai più rivisti. Ma ogni volta che do un bacio ai miei figli, dal primo giorno in cui sono nati, penso sempre che a quel bimbo avrei tanto voluto dargliene uno e non so perchè... non so perchè non gliel'ho dato.
Per questo amo tanto parlare di bimbi. E vorrei dare un bacio, stringere forte, accarezzare ogni bimbo che non ha mai avuto un bacio, non ha mai ricevuto una carezza.
Oggi vi ho aperto il mio cuore. Quel quartiere si chiamava...
Ipanema
[[giugno 2000]

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mercoledì, 16 febbraio 2005, ore 12:29
scarabocchiato da Ipanema in lampi di vita

Sono uscita a fare shopping.
C'era una borsetta che da mesi guardavo fuori dalla vetrina: bella, piccolina, tutta d'oro intrecciata di lustrini.

Dove mai la posso usare?
Ma ovunque. Di sera, d'estate, a far la spesa... perchè?
Non va bene una borsetta d'oro e lustrini a far la spesa?
Certo che va bene.
Eddai... guarda, adesso addirittura costa la metà...
Ok... faccio un giro e poi al ritorno la prendo... sissì... la prendo di sicuro.

Ecco... diamo un'occhiata a questo scaffale di libri...
uhm... come si chiamava quel libro che Pennastilo mesi fa diceva esser molto bello?
Chiedi alla Polvere, di John Fante. Uhm...massì... dài... me lo prendo.
Ah... e quello di Stephen King sulla scrittura? On Writing?
Ma che vuoi che sia... anche quello via!
Uhhhh... Elsa Morante, l'adoro. L'Isola di Arturo... introvabile.
Devo averlo. Devo leggerlo.
Ok. Fatta, via, anche questo. Sicura? Sicura.
"Grazie, me li incarti tutti e tre".

E la borsetta?
Eh... la borsetta sarà per un'altra volta.


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domenica, 06 febbraio 2005, ore 12:05
scarabocchiato da Ipanema in lampi di vita

Un cd vecchio di dodici anni. Una compilation di telenovela, di quelle che vedevo su Rede Globo, quando abitavo lì. Vecchie musiche che mi proiettano velocissimamente indietro, e che mi riempiono di immagini, profumi, colori, rumori a cui non mi son mai disabituata. E' buffo come certe cose ti si insinuano tanto in profondità da sembrare scomparse, e invece basta solo un piccolo cenno, per risvegliarsi prepotenti e pronte ad accogliere nuove senzazioni e nuovi ricordi. Ho voglia di andare. Chissà quando sarà, quando arriverà il tempo di andare davvero. Ma di una cosa sono sicura. Tornerò. Non so come, non so quando. Ma in Brasile io tornerò.


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domenica, 17 ottobre 2004, ore 12:17
scarabocchiato da Ipanema in lampi di vita, segnalazione

Sto ricopiando tutti i miei scritti, [anche quelli inseriti nell'altro blog WebSideStories che presto cancellerò definitivamente], e quindi, abbiate pazienza, se vi annoio, passate oltre... questo che metto adesso, è andato perduto... cancellato insieme ai miei blog a dicembre 2003... un pezzettino, ieri mi è saltato fuori come per miracolo... è un brutto pezzo, ma è mio... è tornato da me...

Scrivere, amatissimo scrivere...

Ed è sempre questa stana pulsione, questo assurdo vergare sulla carta sensazioni e visioni che riprende prepotente.
E' veramente un bisogno primario, un piacere innocuo ma intenso un impegno sottile ma solido.
Scrivere, mio amato scrivere.
Sono consapevole ora che chi scrive non appartiene alla normalità delle cose, a quella schiera di persone che amano, sentono, mangiano, vivono la vita di tutti giorni solo ed unicamente per lo scopo di viverla.
Chi scrive vive intensamente ogni pensiero, ogni colore, o sentimento, un profumo, un volo, una carezza data da un binomio di suoni o musica, e non sa fare altro che tradurli in parole.
E' noia, è fame, è sete, è tremito, è scossa, è piacere.
E' tutto e niente al tempo stesso.
Sto cominciando ad accettare il fato che sarà sempre così, sempre più forte e intenso l'altalenarsi di grandi soddisfazioni di grandi eccitazioni a tristezze, a dubbi, ad angosciosi sconforti, quello sprofondare subitaneo nell'incertezza più cupa e più nera.
Fino all'onda che ritorna più vigorosa e più verde.
Scrivere mio amato scrivere.
E' droga, è alcool, è tremito delirante.
E' pudore, è vergogna di ciò che la mente è riuscita a creare, è dolore per una storia che non si vuole raccontare, ma che la mano irrequieta e ribelle, scriverà perché è potenza dell'immaginazione, è violenza, è reazione

inoltre, son alcuni giorni che ho saputo che questo blog ha chiuso definitivamente i battenti. La cosa mi intristisce. Perchè quella persona che lo amministrava è una persona di grande talento. Che lo dica io, ha pochissima importanza, io sono solo un'anima sconosciuta che legge sul web ciò che trova bello, ma i suoi scritti, i suoi racconti, le sue poesie, parlano per lui, dicono quello che io, da dilettante e ignorante, sento vibrare in maniera violentissima. gli rubo l'ultimo pezzo che ha scritto, perchè è talmente bello che lo sento mio particolarmente. come se qualcuno mi avesse letto dentro con uno scanner a raggi X. spero mi perdoni, per il furto, se mai - cosa che mi auguro faccia presto- dovesse tornare sul web e scoprirlo. Ogni eventuale commento, su quest'ultimo scritto, per favore, inseritelo nel blog da cui proviene. Grazie

Il problema

Ora, il problema è che i veri sognatori si innamorano spesso (e non solo delle cose) e in un modo molto particolare, perché loro e il mondo, loro e gli altri, sono la stessa cosa. E, strano: proprio loro, sono destinati a essere tristi e soli. Non so se mi spiego, ma se quello che avete fatto sin da quando eravate piccoli è di ingrandire il mondo, ogni singola cosa con cui entrate in rapporto, con qualcosa di vostro, se gli fate le vostre domande e gli fate rispondere le più svariate risposte e allo stesso tempo la mettete in relazione con qualcos’altro che è già dentro e fuori di voi e voi stessi vi ingrandite di questa nuova acquisizione, beh, se voi avete davvero fatto questo sin dall’infanzia, allora siete sicuramente solitari e infelici. Sì, perché finisce che non vi bastate più, che avete veramente bisogno del mondo e degli altri (perché una buona parte di voi e lì dentro) ma il mondo non vi risponde con quello che vorreste sentire e gli altri non hanno nessuna intenzione di darsi a chi ha veramente bisogno di loro. È così che nascono i sognatori. Un sognatore è uno che ha un abissale bisogno del mondo. Marziller













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venerdì, 12 marzo 2004, ore 06:59
scarabocchiato da Ipanema in momenti, lampi di vita

11 marzo 2003
un blog per trasmettere il dolore al popolo spagnolo

Ora è l'ora del Silenzio.


Del dolore, forte, per tutti coloro che hanno perso la vita, o le braccia, o le gambe, o gli occhi, per un assurdo gioco al massacro, per un odio profondo che sembra non avere limiti e che sconvolge più delle conseguenze, per il braccio di un ennesimo Caino che pugnala ancora una volta, il fratello Abele.

Ora è l'ora del Silenzio.

Ma domani, quel domani che è il Diritto di Tutti, Gente di tutte le Genti, domani sarà il giorno del Grido.
Il Grido di Dolore di un'Umanità che adesso deve.
Deve gridare forte che vuole la Pace.
Deve gridare forte che vuole la Vita.
Deve gridare forte.

Basta.

******************************

ANSA) - MADRID, 12 MAR - E' morta la bambina di sei mesi ricoverata all'ospedale 'Nino Jesus' di Madrid, la vittima piu' piccola delle stragi di ieri. Lo hanno annunciato fonti della magistratura madrilena. Il decesso della piccola fa salire pertanto il bilancio delle esplosioni, ancora provvisorio, a 199 morti. Qualche ora fa i medici della clinica di Madrid avevano ricordato che le condizioni della piccola erano 'molto gravi'. Era stata scovata da una poliziotta a poca distanza dai binari di Atocha. © ANSA

...e vi prego, chiunque voi siate, chiunque vagabondando leggendo provi la tentazione di fermarsi qui... vi prego, non guardatemi. Ho bisogno di stringermi tra le ginocchia, e dimenticare che esiste il mondo fuori dal mio corpo. Vi prego, lasciatemi sola, lasciate che questa povera stupida idiota meschina farfalla, si estingua senza rumore. Lasciatemi piangere, lasciatemi piangere in silenzio e in solitudine. Lasciate che sia solo lo specchio a straziarmi e a distruggermi. quando la polvere di quella di me che resterà, sarà asciugata dall'umido delle mie lacrime, soffiateci sopra, e fatemi volare lontano.








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giovedì, 11 marzo 2004, ore 10:40
scarabocchiato da Ipanema in momenti, lampi di vita

Spesso chiudo i miei commenti o gli interventi che scrivo sugli altri blog, con un saluto tutto mio: un abbraccio di pace. E' un saluto che ha molti, moltissimi significati per me. Come tante delle cose che faccio o che conservo. Perchè le piccole linee che ne compongono il ricordo, diventano rituale e assumono così un valore mistico. Un abbraccio di Pace, nasce un pomeriggio in chat. Era appena sfiorito il clamore dell'attacco delle Torri. Ormai lo shock era stato metabolizzato, si stava forse programmando la guerra in Afghanistan o meglio, doveva già essere in atto, perchè, questo lo ricordo con esattezza, avevo negli occhi, le immagini di bambini ridenti per paura più che per divertimento, che si nascondevano sotto terra, al solo scopo di proteggersi dalle bombe della guerra. Al pensiero di quei bambini, di cui si parlava in chat, mi vennero in mente parole che avevo letto su un libro "proibito"... Proibito, non tanto perchè dentro di esso vi fossero scritte e descritte cose sconce o trasgressive, ma perchè uno dei dieci libri sulla vita di Cristo, scritti da un'autrice che dichiarando di aver ricevuto l'ispirazione direttamente da Lui, ne compose una descrizione dettagliata della nascita, della vita e della morte in forma a volte romanzata e non sempre in cammino fedele parallelo al Vangelo. Proibito in quanto mai riconosciuto come attendibile dalla Chiesa Cattolica, nonostante le innumerevoli prove portate a supporto, delle apparizioni di Gesù alla scrittrice, e delle condizioni incredibili di infermità e malattia nelle quali tale scrittrice si trovò a scrivere questi dieci libri particolarissimi. Il titolo: “Il poema dell’Umomo Dio”, la scrittrice, Maria Valtorta.

Dicevo, che appunto in uno di questi libri, Gesù Cristo, parla ai suoi discepoli, e chiede di augurare la Pace, in ogni dove in cui essi si troveranno a sostare. "Calpestando la soglia di ogni casa in cui entrerete o da cui uscirete, augurate sempre la Pace a quei luoghi e alle persone che vi abitano". Questo più o meno la frase che dice Gesù in uno di questi libri e che mi è sempre rimasta scolpita nel cuore. Mi tornò in mente, appunto, pensando ai bambini, e sentendomi nascere dentro un fortissimo ripudio per la guerra e per tutto quello che dalla guerra deriva: distruzione, disperazione, dolore, devastazione. Ne stavamo discutendo quando appunto mi venne in mente, la possibilità di unire tutte le web communities del web – allora per me Internet erano soprattutto communities – in un abbraccio virtuale, e di testimonianza di desiderio e amore per la Pace, un abbraccio di Pace, appunto. Cominciammo a progettare la realizzazione di questo spazio, e ad immaginare una sorta di bottone, di banner, di logo da usare nelle home pages di tutte le communities e i siti che avessero voluto aderire a questo abbraccio appunto. Purtroppo, come tante idee che nascono e muoiono nello spazio di un secondo, questo abbraccio virtuale non si realizzò mai. Ma alla vigilia dello scoppio della guerra in Iraq, mi ricordai della cosa, e pensai, che comunque, un abbraccio di pace virtuale, lo avrei potuto seminare io stessa, firmandomi sempre con questa frase, nei commenti, negli scritti. In effetti, il saluto caloroso ed affettuoso di commiato in Brasile è appunto “um abraço” un abbraccio appunto. In francese, “je t’embrasse”, che vuol dire ti bacio, deriva comunque dal significato di abbraccio, di avvolgere l’altrui persona in un avvolgente gesto di affetto, di comunione, di solidarietà. Ed è con questa immagine, di un tendere le braccia e circondare le persone che immagino qui davanti, dietro il monitor, che ascoltano e osservano, che leggono e assorbono un messaggio o una suggestione, che termino, che saluto tutti, in un giorno ancora così triste, per questa nostra umanità ferita e forse troppo disincantata, con un grande, sincero, entusiastico abbraccio di Pace Ipanema

Questo è uno dei post andati perduti con la cancellazione di Scarabocchi prima versione. Ma che casualmente ritrovo nei miei file e che oggi ripropongo... Lo faccio soprattutto, perchè mi preme segnalare a tutti la grande iniziativa di un gruppo numeroso di bloggers che saranno presenti a Roma alla grande marcia per la Pace il 20 marzo prossimo. Ho infatti inserito la foto piccolina del loro blog e relativo link sul template, in modo da permettere chiunque, interessato o semplicemente curioso, di accedervi facilmente e leggere il programma e le iniziative. Io sono per la Pace. Per la Pace incondizionata sulla Terra, attraverso azioni e parole di Pace, l'ho detto spesso e l'ho anche scritto in passato. Ed è per questo, che il mio gesto di salutare tutti con un abbraccio, ha un significato che vorrei fosse ampio. Perchè i miei figli si stanno affacciando alla vita, al mondo, alla realtà di tutti i giorni. E vorrei che potessero muoveri i loro primi passi da adulti, con la serenità di un mondo di Pace. Perchè un bambino non debba più giocare con un fucile o una bomba a mano, o perdere una gamba o le braccia per aver casualmente urtato una mina. Perchè non debba più vedere bambini che piangono terrorizzati, sopra il cadavere della propria mamma. Perchè voglio Pace. Per loro. Per tutti i bambini del mondo.


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sabato, 31 gennaio 2004, ore 16:27
scarabocchiato da Ipanema in lampi di vita

Trent'anni o giù di lì
La maggior parte delle persone che si è iscritta all'Università quest'anno è nata nel 1983. In quell'anno tu sapevi già fare moltiplicazioni, divisioni, risolvevi quazioni (si fa per dire)...e molte altre cose... A scuola per copiare tu portavi la cartuccera, loro si sono avvalsi dei cellulari collegati a internet. Non hanno mai cantato "We are the world" e non riescono a immaginare che Vasco Rossi possa un tempo aver avuto i capelli, un profilo anatomico decente e che addirittura qualcuno lo riteneva un bel ragazzo. Non hanno mai giocato con l'Atari e se qualcuno mostrasse loro un LEGO o delle biglie colorate lo spedirebbero dallo psicanalista; il CD è entrato sul mercato che loro erano bebè, quindi non hanno mai avuto un mangiadischi rosso coi 45 giri che si spezzavano sempre; non hanno mai giocato a Pacman e raccontar loro le favole è stato il videoregistratore. Guerre Stellari per loro è una cagata mostruosa e considerano i suoi effetti speciali ridicoli. Non ricordano le televisioni con solo 10 canali che si cambiavano con la manopola, e non hanno mai visto Tv in bianco e nero (neanche possono immaginare che non esistesse il telecomando). Sono nati tre anni dopo che la Sony ha commercializzato il Walkman e per loro i pattini hanno sempre e solo avuto le ruote in linea. Per loro il PC e il cellulare sono cose normali. Non nuotano mai pensando a "Lo Squalo", e per loro Michael Jackson è sempre stato bianco. Non possono credere che Travolta fosse un ballerino (con quella pancia!). Se vedono Sandy Marton o Marco Ferradini alla TV si chiedono: "Ma chi sono 'ste lagne?", mentre tu balli e canti a squarciagola; non sanno chi sia "L'uomo dai sei milioni di dollari" o "L'incredibile Hulk"; credono che "Love boat" sia un film a luci rosse ed Heidi una pornostar; Per loro le "Charlie's Angels" è un film e i "CHIP's" non sono che una marca di patatine. Ricordati che tutta questa gente è andata all'Università quest'anno... E i giovani sono loro, ADESSO!

E adesso I SINTOMI ECLATANTI DELLA TUA VECCHIAIA:
1 - Capisci e sorridi leggendo quanto sopra.
2 - Se sei uomo, riesci a dire di NO ad una donna senza rimpianti.
3 - Se sei donna, riesci a dire SI ad un uomo senza rimpianti.
4 - Quando fai sport, lo racconti orgogliosamente a tutti.
5 - Quando fai lo spuntino notturno lo digerisci dopo 2 giorni.
6 - Quando ti accorgi che la verginità non è più argomento di
conversazione.
7 - Quando i bambini con cui avevi una certa complicità, ti dicono
Signore, ti danno del lei o ti chiamano "zio" o "zia".
8 - Quando hai bisogno di 1 settimana per recuperare una notte brava
e il tuo fegato grida vendetta se decidi di ubriacarti per 2 sere
consecutive.
9 - Quando tu stesso stendi l'asciugamano dopo la doccia.
10 - Quando ti molesta che altri lascino il dentifricio aperto.
11 - Quando i tuoi amici si sposano... senza particolari urgenze.
12 - Quando vai al mare e riesci a passare una giornata senza farti
il bagno.
13 - Quando preferisci vedere le partite ed i concerti in tv, invece
che dal vivo.
14 - Quando ricominci a portare regali ai compleanni, come da bambino.
15 - Quando per fare sport, comperi vestiti che coprano invece che
scoprire il corpo.
16 - Quando preferisci vedere un amico che passare ore al telefono
con lui.
17- Quando in discoteca ti rompi la palle perché la musica è troppo
alta, ti sembra orribile e non si riesce a parlare.
18 - Quando, dopo aver letto questa mail, decidi di inviarla ad un
amico/a che sicuramente la gradirà.
Oggi avevo voglia di ridere un po'...(magari solo sorridere, visto che alla maggior parte delle voci, mi sono riconosciuta!)





























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