martedì, 15 gennaio 2008, ore 09:23
scarabocchiato da Ipanema in letture, letteratura, segnalazione, fantasy, scrittura

Generalmente io leggo italiano. Da sempre. Lo so, si dovrebbe leggere di tutto, ma non ne posso fare a meno. Quando vedo un nomeecognome italiano, non so resistere. E compero il libro. In genere, per gli italiani vado a occhi chiusi, mentre per gli stranieri mi informo all'inverosimile. Leggo la storia degli autori, le recensioni, ascolto i pareri di amici e parenti. Che si tratti di una Kathleen Smith qualsiasi o di un ben più famoso Wilbur, devo prima saggiare il terreno. Con gli italiani, invece no. Compro e leggo. E poi magari lascio stare perché non ne vale la pena, certo.

Ultimamente sono stata presa dalla febbre del Fantasy. Vuoi perché è un modo per dialogare di scrittura e lettura con mio figlio più grande e con quello più piccolino, vuoi perché comunque il fantasy è un bel mondo parallelo nel quale rifugiarsi quando si ha voglia di evadere. Leggere per me è evasione, è avventura, è estraniazione. Niente di più bello di un mondo che non c'è nella realtà, per fare tutto ciò. E con la smania del fantasy dell'ultimo periodo, ho abbinato la mania di leggere italiano. E sono molto contenta di ammettere che leggere fantasy italiano vale la pena! La mia libreria trabocca ultimamente di nomi italiani come Licia Troisi, Milena Debenedetti, Francesco Falconi, e Andrea D'Angelo. Di cui ho letto con interesse le dispense scaricabili da internet sullo scrivere fantasy "Un nuovo mondo". Adesso ho sul comodino e sto leggendo con vivo interesse il suo ultimo romanzo "La Rocca dei Silenzi". Sono appena all'inizio, ma si tratta di un'inizio alquanto promettente. Scrive con sicurezza, con studiata maestria nel abbinare aggettivi e sostantivi, dosandoli senza strafare e resistendo alle tentazioni fin troppo facili di impreziosire lo stile con svirgolate stilistiche gratuite. Una scrittura pulita, dunque, essenziale, ma molto efficace. Sicuramente accattivante e intrigante. Da tenere in considerazione. Sul blog di D'Angelo una classifica molto interessante sugli autori fantasy internazionali da leggere e da seguire con attenzione. E' interessante la classifica di D'Angelo, ma anche quella che altri autori emergenti hanno stilato nel blocco commenti. Per chi ama il fantasy, tutti questi sono blog e siti web da tenere registrati nei preferiti.

 


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sabato, 15 dicembre 2007, ore 13:23
scarabocchiato da Ipanema in harry potter, letteratura, segnalazione, anticipazioni

Davvero, qualcuno di voi vuole qualche spoiler su come finisce il libro più atteso del mondo? Lasciate stare gli spoiler che hanno impazzato sui telegiornali di tutto il palinsesto quest'estate. Non tutti erano davvero spoiler, non tutti erano davvero veritieri. Volete sapere come finirà Draco Malfoy? Se Piton è buono o cattivo?  Io lo so! E la terribile Bellatrix Lestrange che fine farà? Silente è proprio morto oppure tornerà dall'oltretomba? Chi morirà tra i personaggi che abbiamo seguito e amato per dieci anni di attese e congetture fatte? Io lo so! Morirà qualcuno di davvero amato... troooopo triste! Subito all'inizio e poi, quasi alla fine... Sigh, sigh! Quali segreti si sveleranno nell'ultimo libro? Io so già tutto. L'ho letto 4 volte in inglese quest'estate. Per il momento, prendetevi questa: la copertina del libro che esce il 5 gennaio 2008 in italiano. E se qualcuno vuole qualche anticipazione, non ha che da chiedere! Io sono cattivissima, rivelerò tutto! (ajajajajajajajaj uhauhauhauha! ajajajajajajaaj) Una cosa sola invidio a chi ancora non ha letto il libro: che ancora per lui l'avventura deve cominciare... e io vorrei tanto riviverla con la stessa emozione ed ebbrezza con cui l'ho vissuta lo scorso luglio... JKR, sbrigati ad inventare un altro personaggio altrettanto magico!


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giovedì, 06 dicembre 2007, ore 10:57
scarabocchiato da Ipanema in cinema, letteratura, recensione, segnalazione, fantastico

Vedere prima il film ispirato a un libro, e successivamente leggere il romanzo originale ho sempre pensato fosse cosa sbagliata. Bisognerebbe SEMPRE prima leggere il libro e poi vedere il film da cui la storia è tratta. Perché i libri sono sempre MIGLIORI dei film, non c'è storia. I casi in cui succede il contrario sono rarissimi (uno su tutti "Le regole della casa del sidro" di John Irving, il cui film è una delicatissima storia d'amore conflittuale, il libro un'accozzaglia di parole mal combinate rese ancor più stridenti dalla pessima traduzione fatta da un probabile traduttore ubriaco, per lo meno nell'edizione del libro che ho trovato su una bancarella qualche anno fa...) e per questo film, STARDUST tratto da un romanzo fantasy di Neil Gaiman, la situazione non è differente. Il libro è di gran lunga migliore del film, nonostante sia un film gradevole, relativamente aderente alla storia del libro, impreziosito forse da escamotages probabilmente necessari per una narrazione visiva e cinematografica, ma assai meno elegiaco del libro, che trasporta il lettore fino alla fine della narrazione in un mondo sì fantastico, ma pervaso da una patina di malinconica ineluttabilità delle cose, da un senso di poesia mista a tristezza dolcissima. L'ho letto in fretta, senza quasi fermarmi, con la consapevolezza che questo scrittore sa scrivere, sa presentare i suoi personaggi, sa maneggiare la penna senza tentennamenti o indecisioni. E alla fine sono rimasta pervasa da una bella sensazione, la sensazione di aver letto un bel libro, di essermi divertita e di riconoscenza verso chi mi aveva consigliato di leggerlo e di vederne il film. Che comunque consiglio a tutti gli appassionati del fantasy e del fantastico di andare a vederlo o di noleggiarne il DVD. Non prima di averne letto il libro, comunque. Perché il contrario pregiudica molte belle sensazioni che invece meritano di essere provate.


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mercoledì, 15 novembre 2006, ore 14:14
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, recensione

La copertinaQUANTI NAUFRAGI IN LETTERATURA. QUANTE ISOLE SU CUI RIFUGIARSI. QUELLA DI PROSPERO.  Quella di Robinson, o di Paul e Virginie, o di Gulliver, o dei ragazzini ne "Il signore delle mosche". Quella in cui arrivano Tommaso e Giovanna, 14 e 10 anni, dopo la tempesta che fa affondare la loro nave è veramente un' isola delle meraviglie, l'isola delle parole.
   Forse è bene dire che i due ragazzi erano in viaggio per andare a trovare uno dei genitori, ma in realtà stavano fuggendo da una scuola in cui un'arcigna insegnante voleva fosse adottato un metodo scientifico per apprendere la lingua. Niente imprecisioni, niente svolazzi, niente musica delle parole. Rigore, precisione. Bisogna parlare di enunciati e continuità testuale.
   "Fatti, fatti", diceva già Mr. Gradgrind in Dickens. Sull'isola i ragazzi trovano un musicista, il signor Enrico (e noi pensiamo al cantante Henri Salvador), che li accompagna in un itinerario straordinario: dal mercato delle parole all' ospedale dove giace "tiamo", esausto per aver lavorato troppo, alla casa della vecchia dai capelli bianchi che ridà la vita alle parole rare, al cimitero (muoiono 25 lingue ogni anno), alla città delle parole in cui gli aggettivi si sposano con i nomi. C' è però anche un nemico sull' isola, il governatore Necrode che vuole ridurre il numero delle parole, perché le parole sono solo degli strumenti, nè più nè meno come le automobili. E allora ogni tanto fa incendiare una biblioteca con i lanciafiamme. Come in Fahrenheit 451 <<<continua a leggere la recensione su StradaNove Libri >>>

L'intervista all'autore:

ORSENNA È UNO PSEUDONIMO PER ERIK ARNOULT, UNA DELLE PERSONALITA' FRANCESI PIÙ IMPORTANTI. 
Nato nel 1947 a Parigi, ha alle spalle una carriera insolita per uno scrittore. Dopo aver studiato filosofia, economia e scienze politiche, ha insegnato all' Università di Parigi, è stato consigliere culturale della presidenza della Repubblica ed è membro dell' Accademia Francese. Vincitore del Premio Goncourt 1998, è da 35 settimane in testa alle classifiche in Francia con il suo ultimo libro che ruba il titolo ad una canzone di Henri Salvador. (continua)

Scopro questo libro, dal titolo docile e dolce, dal mio libraio di fiducia, come sempre, sbirciando tra i libri nuovi e usati nella sezione "Ragazzi e Infanzia". Mi cattura. Lo compro. Lo leggo d'un fiato. Riscoprendo dolcissime sensazioni miste a nostalgia d'infanzia e delizia poetica, perché pur scritto con uno stile semplice e accattivante ha dentro di sé un profumo di poesia e capacità evocativa intensissime. Un libro che da stasera rileggerò a voce alta insieme ai miei figli prima di andare a dormire. E chissà che non si innamorino anche loro delle parole e della grammatica come inesorabilmente ho fatto io?


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giovedì, 08 giugno 2006, ore 22:27
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, informatica

Domani con Repubblica uscirà il primo Audiolibro, Fiorello che legge e interpreta Camilleri nel suo romanzo Un filo di Fumo. A me tutto ciò che è supporto digitale, sia esso DVD, CD o PodCast, ma anche qualunque forma di libro tecnologico (vedi la mia passione per gli e-book) attira e credo proprio che questa raccolta la prenoterò in edicola e la seguirò completamente. I titoli delle opere in uscita sono molto interessanti.  Insomma, evviva l'audiolibro. Io ci sono...

 

Aggiornamento dell'ultima ora:

Clicca qui per scaricare I monologhi della varechinaDonne che scrivono. Donne che raccontano e si raccontano. Ho salvato la rivista, ho già letto qualche racconto. In special modo quello di Antonella Cilento che seguo da tempo. Ma del resto, quando le Donne scrivono, io di solito leggo con maggiore avidità e interesse. Nei temi mi identifico, nelle parole e nelle reazioni mi vedo e mi ascolto. Una bella iniziativa che merita di essere veicolata e segnalata. Qui tutte le informazioni sulla nascita, sulle autrici.


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lunedì, 07 febbraio 2005, ore 14:48
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, segnalazione

 

 
Quando lo visitai la prima volta, dopo averne letto sul blog di Pennastilo, era appena abbozzato ma il progetto era ambizioso: un forum di scrittura creativa. Poi la rete ti sospinge verso altri lidi, e magari di idee intelligenti ti dimentichi pure. Oggi, ripasso sullo stesso sito e lo trovo cambiatissimo, pieno di contenuti e di interventi di grandissimo interesse. E tutto grazie ad un incessante e generoso lavoro di Pennastilo, che ha con grande amore raggruppato informazioni, recensioni, articoli sullo scrivere ma non solo, anche sul leggere. Ebbene, io mi sono iscritta. Conto di visitarlo molto spesso d'ora in poi. Chi ha la stessa mia ossessione, quella di scrivere e di leggere, farebbe bene a farci un giretto esplorativo.


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lunedì, 07 febbraio 2005, ore 13:27
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, segnalazione

 



i blog sarebbero due... ma io "a pelle" preferisco questo...
(informazione spudoratamente rubata a Inchiostrando)


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venerdì, 04 febbraio 2005, ore 19:27
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, segnalazione

 



una nuova rivista letteraria, interamente scritta da blogger.
Mi piace!!!


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venerdì, 22 ottobre 2004, ore 10:07
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, a me i blog, segnalazione

Se proprio volete sposarvi andate a farlo in Provenza, in un posto qualsiasi fra Grasse e Marsiglia, e se non avete altre preferenze intorno alla data vi consiglierei un bel sabato mattina della seconda settimana di marzo di uno qualunque degli anni cinquanta, meglio verso la fine, facciamo il cinquantotto o il cinquantanove, e mi ringrazierete.

C’ erano dei sabato mattina così lunghi intorno a quel periodo che sembravano infischiarsene dell’ orologio che stava per segnare mezzogiorno ed erano capaci di arrivare fin quasi alla sera conservando talmente intatta la freschezza del loro verde pastello da trattenervi affacciate alla finestra dell’ albergo così perse a respirarli da farvi dimenticare che il vostro fidanzato di sicuro aveva già trasferito le valige nel portabagagli della dauphine e che se ne stava lì chissà da quando a guardare in aria senza spazientirsi ed a chiedersi di quanto ancora avrà bisogno per vedere se ha dimenticato qualcosa. Milvye lo vide e lo rassicurò salutandolo con la mano aperta e godendoselo un altro po’ con gli occhi quel suo uomo capace di stupirla rispondendo sempre con dei “si” alle sue proposte estemporanee >>>>>>> (continua a leggere su Ucronie in bianco e blu)

Blancoebleu scrive racconti bellissimi. Solo che ne scrive pochi... e allora, quando ne pubblica uno, diventa un evento di scala mondiale... ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE!!! gli appassionati dei racconti di Blanco sono avvisati!!!!


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lunedì, 09 febbraio 2004, ore 17:24
scarabocchiato da Ipanema in letteratura, momenti, segnalazione, gente

I denti verdi di mio zio (di E. Fovanna)

E' una lunga storia, ma se avrete la pazienza di arrivare in fondo, credo che non ve ne pentirete. La storia di un mistero, sepolto per 60 anni, e di una rivelazione, che non mi ha lasciato uguale a prima.

Sono passati 60 anni e la vita scorre lenta in Val d’Ossola, ultima propaggine d’Italia prima del Sempione svizzero. Lì c’è la Valgrande, l’area wilderness (inabitata) più grande d’Europa. Un’immensa vallata che, nel giugno ’44 accolse 450 partigiani, molti dei quali fuggiti da Milano, inseguiti da 17mila nazifascisti che li stringevano d’assedio. Nel rastrellamento morì anche mio zio, senza armi indosso. Fuggito come tutti gli altri all’ultimatum del Duce, dopo l’11 settembre: "Alla leva o al muro". Da poco ho scoperto il segreto della sua morte. E’ bastato cercare i sopravvissuti, in particolare l’uomo che aveva visto tutto.

Io non so di che colore avesse gli occhi mio zio. Le vecchie foto della nonna sono in bianco e nero. Ma so che quando hanno trovato il suo cadavere, che ancora sorrideva al cielo della Valgrande, aveva i denti verdi. (continua qui)


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