giovedì, 31 gennaio 2008, ore 16:59
scarabocchiato da Ipanema in libri, letture, recensione

Immagine di Tana per la bambina con i capelli a ombrelloneUn padre distante, manesco, geloso. Una nonna buona, ma ancorata al passato; sorda, perché il presente forse è meglio non sentirlo. Una mamma-angelo. "Le nostre vite ruotavano attorno alla sua come pianeti che abbracciano il Sole senza riuscire a toccarlo...". Una bambina, ultima di otto fratelli, che subisce quell' "essere troppi" fatto di abusi, indifferenza, assenza di attenzione, mancanza di matite colorate con la punta che non si rompa appena le appoggi al foglio. Risultato: anche lei diventa fragile come la punta di quelle matite. Diventa, come la definiscono i primi amici, appiccicume. In fondo agli occhi, lo sguardo del cane eternamente in cerca di un padrone; nell'anima un infinito senso di inadeguatezza che la spinge a strappare il guinzaglio a lungo agnonato, non appena lo trova. A trovare sollievo nella perdita di qualcosa di prezioso, perché almeno così finisce la paura di perderlo. Un romanzo molto vero, avvincente sia quando parla del mondo interiore della protagonista, sia quando si affaccia all'estreno sulla cronaca (storia) degli anni 70/80. Si può scaricare su Vibrisselibri, o trovare in libreria rimaneggiato e arricchito di un capitolo (Ed. Rizzoli). Recensione di LiviaR

Quando ho letto questa recensione di Livia, ho pensato che di lei ci si può fidare. La conosco, via web, ma la conosco. So come legge e soprattutto come edita testi, per gioco, per amore, per passione. Se mi dice "è un bel libro, io so che è un bel libro". E infatti non si è smentita. Ho prelevato il file in .pdf da Vibrisselibri ho iniziato a leggere stamattina, mentre ingannavo l'attesa tra una faccenda di casa e l'altra. Ho ancora la casa in disordine, i letti sfatti, tutti i vestiti dei figli in giro per casa. Perché ho mollato tutto lì e ho letto il libro di Monica Viola. Non sono riuscita a staccarmene. Un bel libro, come dice Livia, molto vero. Io mi ci sono riconosciuta. In tante piccoli particolari, dettagli di un'infanzia e un'adolescenza che ho probabilmente vissuto solo con lo scarto in avanti di qualche anno, rispetto alla protagonista. Però è vero, c'erano le "bambine chignon" che facevano danza classica e sembravano arrivare da un  altro pianeta, le ho conosciute anche io; c'erano i gruppi "chiusi", quelli in cui entravi per esser qualcuno, ma se non ti adeguavi o non avevi i vestiti giusti, le scarpe giuste, il motorino giusto, non eri preso in considerazione; c'era comunque il senso di prigione che la casa, la famiglia trasmetteva e il bisogno di spazi ampi e spensieratezza, ma anche di attenzione, di ascolto, da parte degli adulti di casa, in un'epoca in cui spensieratezza  e ascolto, forse,  non erano nemmeno ancora un parole contemplate nel vocabolario. Ho letto e ho rivisto in molte cose me stessa. Quel senso di inadeguatezza, di invisibilità che frustrava ma che in qualche modo spingeva a mettersi in mostra, ad agire. Per dimostrare di esistere. Di aver diritto a esistere. Ho letto con piacere, la prosa è molto pulita, ben calibrata nonostante lo stile narrativo in prima persona e scanzonato, quasi ironico dell'autrice. Ho riso, ho pianto, insieme alla protagonista, lasciandomi coinvolgere dallo spirito drammaticamente lieve che permea tutto il romanzo. E' bello, quando leggi un bel libro. Ed è ancor più bello sapere che questo libro troverà gli onori delle stampe molto presto. Perché lo meritava.

E' un periodo in cui leggo bei libri, ancora bozze, manoscritti, ma che sicuramente diventeranno carta. E' un momento d'oro!


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giovedì, 24 gennaio 2008, ore 09:13
scarabocchiato da Ipanema in libri, letture, digital, segnalazione

Yes I do! Ho scoperto - in ritardo per la verità, come molte cose mie... - Anobii da qualche giorno e non riesco a smettere di divertirmici. Cos'è Anobii? E' un grandissimo database, nel quale si possono costruire le proprie librerie. Attraverso i codici ISBN dei libri che si possiedono, inserendoli, si aggiungono informazioni ai libri, che vengono registrati con la loro copertina, e le informazioni sulla casa editrice. Anche i vecchissimi libri senza ISBN possono essere inseriti, attraverso un sistema di comunicazione con la direzione di Anobii che cercherà informazioni, registrerà e catalogherà i libri segnalati. Alla fine degli inserimenti, se si saranno compilate correttamente tutte le parti, si avranno persino interessanti statistiche su quanti libri si possiede/si ha letto, in totale e suddivisi per autore, quante pagine lette in un determinato anno, quanti in lettura, quanti ancora da iniziare, e soprattutto quanti graditi e quanti no. Si saprà in tempo reale anche quanti altri iscritti ad Anobii posseggono il tuo stesso libro, e soprattutto si potrà comunicare con altri iscritti per chiedere consigli, segnalare novità o semplicemente ringraziare per le informazioni ricevute. E' davvero una cosa simpatica e divertente. In più restituisce, in parte almeno, onore e credibilità e immortalità a questi oggetti così speciali che sono i libri.


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martedì, 20 novembre 2007, ore 11:13
scarabocchiato da Ipanema in riflessioni, libri, letture

Ho appena terminato di leggere Novecento di Baricco.
Leggi Novecento!  mi hanno detto, quando dopo aver letto Castelli di Rabbia, Questa Storia e Senza Sangue, storcendo il naso per la delusione, esprimevo tutto il mio rammarico per non essermi ritrovata sognante ed entusiasta. Eppure, caspita, questo scrive da dio. Perché non mi è piaciuto?
Leggi Novecento.Fidati, leggilo e poi mi dirai!   Mi hanno detto.
L'ho letto.
Bello.
Punto.
Forse ho già letto qualcun altro che scrive cose così.
Cosa mi ha fatto pensare?
Al Barone Rampante di Calvino. Cosimo Piovasco di Rondò, lui su un albero ci è salito e ci è morto pure.
Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, è nato su una nave e su di essa ci è morto.
Come Cosimo, ha provato a scendere, ma a un certo punto ci ha ripensato.
Scritto in maniera differente. Epoche differenti. Suggestioni differenti.
Ma Il Barone è il mio libro.
Novecento, non penso lo diventerà.

Leggi Seta, adesso mi dicono.
Leggerò anche Seta. L'ho comprato, è corto. Che ci vorrà mai? Ne hanno fatto anche un film...
E poi, forse, a questo punto Oceano Mare.

Ma il problema è sempre quello: la scrittura di Baricco mi affascina, mi inebria, mi alletta, mi solletica. E poi... e poi tutte le volte alla fine mi rimane uno strano retrogusto di delusione.

Non mi convince. Eppure dio solo sa se lo vorrei!


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