Intervista A Fabio Musati, Scrittore, Vincitore Premio Teramo 2007, A Cura di Marianna De Lellis:
Conosco Fabio Musati da qualche anno, e so che è il classico “tipaccio”: di poche parole, leggermente irascibile, narcisista (però lo ammette, con serenità)… per di più alto e barbuto. Quando ho davanti un suo testo, sbircio l’incipit, con una specie di timore: dove mi porterà stavolta? Perché a portare da qualche parte, Fabio porta sempre. A volte con le buone altre con le cattive, ma a qualcosa si arriva comunque e che lo si voglia o no. E soprattutto che l’autore stesso lo voglia o meno.
- E io non voglio portare da nessuna parte, perché dovrei sapere dove sto andando e non lo so mai, macchina inconsapevole trascinata da un carro di parole, messe dentro chissà quando, e come, e da chi, e perché. Sono sul carro, oppure legato dietro con una corda, trascinato come un peso morto nella polvere di carta che si alza mentre scrivo…
A portare da qualche parte, malgrado le tue intenzioni, sono le atmosfere dei tuoi racconti, nette, limpide, anche se calate in una giornata di nebbia milanese, i tuoi personaggi tridimensionali, scolpiti quasi… c’è poco da fare, quando leggo le tue storie so che non ho scampo: mi tocca seguirle.
- Non chiedo di meglio che lettori che mi diano la caccia, che stanino la mia voglia di raccontare, che si inventino trappole per mettermi sottosopra, invertendo il rapporto con me.
Mi piacerebbe istigare Fabio a parlare non tanto dei suoi scritti, del suo stile narrativo, dei sui percorsi creativi o ancor più dei suoi passi da esordiente verso il mondo dell’editoria…no, non lo farò parlare neppure del Premio Teramo 2007 che ha vinto col suo racconto “La Gabbia” (che racconto!!! Durante la lettura non sapevo se amare o odiare il protagonista, per certo avevo una sorta di affanno, un vago capogiro e senso di oppressione…come se stessi girando da ore su una ruota o vogando lungo un fiume… e ormai non mi è possibile più restare indifferente di fronte a qualunque libretto di istruzioni!... chi avrà la fortuna di leggere questa storia capirà cosa intendo)… Insomma Fabio, farei di tutto per non solleticare la tua vanità :))
- Ah, che peccato! Adoro parlare dei miei scritti, come di miei figli mandati in giro per il mondo, piccolo per ora. Adoro quei piccoli animali, creati per intrufolarsi nella mente di pochi o tanti lettori, che li facciano propri, li addomestichino in qualche modo, mettendogli il collare di casa, con scritto su il nome del nuovo padrone. Che angoscia, adesso che ci penso! Tornate a me, piccoli bastardi, dove andate?
Scherzi a parte…Quando penso a Fabio Musati “artigiano della scrittura” come ami definirti, penso a un narratore, uno che chissà perché e chissà per come passa ore del suo tempo a scrivere per narrare storie, vere, false, un po’ sì e un po’ no, talvolta surreali, talaltra iperreali, sempre comunque ambientate in situazioni in un certo senso sublimate….
- A scrivere se stesso, a provare a reinventarsi come ricetta di vita, o medicina del silenzio… <<<CONTINUA>>>
Consiglio vivamente di leggere tutta l'intervista, condotta egregiamente dalla nostra Marianna De Lellis/esteriade. Un dialogo sulla scrittura con Fabio Musati condotto in forma lieve e profonda, proprio nello stile di entrambi questi scrittori singolari e bravissimi.
Yes I do! Ho scoperto - in ritardo per la verità, come molte cose mie... - Anobii da qualche giorno e non riesco a smettere di divertirmici. Cos'è Anobii? E' un grandissimo database, nel quale si possono costruire le proprie librerie. Attraverso i codici ISBN dei libri che si possiedono, inserendoli, si aggiungono informazioni ai libri, che vengono registrati con la loro copertina, e le informazioni sulla casa editrice. Anche i vecchissimi libri senza ISBN possono essere inseriti, attraverso un sistema di comunicazione con la direzione di Anobii che cercherà informazioni, registrerà e catalogherà i libri segnalati. Alla fine degli inserimenti, se si saranno compilate correttamente tutte le parti, si avranno persino interessanti statistiche su quanti libri si possiede/si ha letto, in totale e suddivisi per autore, quante pagine lette in un determinato anno, quanti in lettura, quanti ancora da iniziare, e soprattutto quanti graditi e quanti no. Si saprà in tempo reale anche quanti altri iscritti ad Anobii posseggono il tuo stesso libro, e soprattutto si potrà comunicare con altri iscritti per chiedere consigli, segnalare novità o semplicemente ringraziare per le informazioni ricevute. E' davvero una cosa simpatica e divertente. In più restituisce, in parte almeno, onore e credibilità e immortalità a questi oggetti così speciali che sono i libri.
Generalmente io leggo italiano. Da sempre. Lo so, si dovrebbe leggere di tutto, ma non ne posso fare a meno. Quando vedo un nomeecognome italiano, non so resistere. E compero il libro. In genere, per gli italiani vado a occhi chiusi, mentre per gli stranieri mi informo all'inverosimile. Leggo la storia degli autori, le recensioni, ascolto i pareri di amici e parenti. Che si tratti di una Kathleen Smith qualsiasi o di un ben più famoso Wilbur, devo prima saggiare il terreno. Con gli italiani, invece no. Compro e leggo. E poi magari lascio stare perché non ne vale la pena, certo.
Ultimamente sono stata presa dalla febbre del Fantasy. Vuoi perché è un modo per dialogare di scrittura e lettura con mio figlio più grande e con quello più piccolino, vuoi perché comunque il fantasy è un bel mondo parallelo nel quale rifugiarsi quando si ha voglia di evadere. Leggere per me è evasione, è avventura, è estraniazione. Niente di più bello di un mondo che non c'è nella realtà, per fare tutto ciò. E con la smania del fantasy dell'ultimo periodo, ho abbinato la mania di leggere italiano. E sono molto contenta di ammettere che leggere fantasy italiano vale la pena! La mia libreria trabocca ultimamente di nomi italiani come Licia Troisi, Milena Debenedetti, Francesco Falconi, e Andrea D'Angelo. Di cui ho letto con interesse le dispense scaricabili da internet sullo scrivere fantasy "Un nuovo mondo". Adesso ho sul comodino e sto leggendo con vivo interesse il suo ultimo romanzo "La Rocca dei Silenzi". Sono appena all'inizio, ma si tratta di un'inizio alquanto promettente. Scrive con sicurezza, con studiata maestria nel abbinare aggettivi e sostantivi, dosandoli senza strafare e resistendo alle tentazioni fin troppo facili di impreziosire lo stile con svirgolate stilistiche gratuite. Una scrittura pulita, dunque, essenziale, ma molto efficace. Sicuramente accattivante e intrigante. Da tenere in considerazione. Sul blog di D'Angelo una classifica molto interessante sugli autori fantasy internazionali da leggere e da seguire con attenzione. E' interessante la classifica di D'Angelo, ma anche quella che altri autori emergenti hanno stilato nel blocco commenti. Per chi ama il fantasy, tutti questi sono blog e siti web da tenere registrati nei preferiti.
Non riesco a riportarne un pezzettino qui sul post. Le configurazioni del suo blog creano problemi alla visualizzazione del mio blog. Ma se avete voglia di sorridere almeno un po', consiglio di andare a leggere il blog della mia amica LiviaR. Troppo divertente questo post !
nutellì, io te l'ho detto... cambia template!!!
Dal Blog di Barbara Garlaschelli un'altra interessante iniziativa che riguarda la scrittura:Amo i racconti. La mia carriera di scrittrice è cominciata con un libro di racconti. Faulkner sosteneva che scrivere racconti è la cosa più difficile dopo la poesia. E più il racconto è breve, più le difficoltà crescono. E' difficile raccontare una storia in poche righe. Una storia compiuta, intendo. Ci vuole ritmo, scrittura, equilibrio, intensità, disciplina.
La sfida/proposta è questa: scrivete UN SOLO racconto che non superi le 30 righe (la classica cartella 30 x 60 ovvero 1800 battute) riguardante un episodio della vostra vita che ritenete significativo quindi deve essere un racconto autobiografico o di fantasia ma comunque in prima persona. Mandatelo via mail a questo indirizzo cortosipuofare@gmail.com. Le giurate siamo io e Daniela Losini. La scadenza? Entro il 31 gennaio. >>>> continua a leggere sul Blog di Barbara Garlaschelli <<<<
Be', che dire... se non fosse che non so scrivere racconti brevissimi, parteciperei. Ma poiché amo anche leggere, mi diletterò nel vedere le proposte che saranno pubblicate in quel blog davvero interessante! 
Davvero, qualcuno di voi vuole qualche spoiler su come finisce il libro più atteso del mondo? Lasciate stare gli spoiler che hanno impazzato sui telegiornali di tutto il palinsesto quest'estate. Non tutti erano davvero spoiler, non tutti erano davvero veritieri. Volete sapere come finirà Draco Malfoy? Se Piton è buono o cattivo? Io lo so! E la terribile Bellatrix Lestrange che fine farà? Silente è proprio morto oppure tornerà dall'oltretomba? Chi morirà tra i personaggi che abbiamo seguito e amato per dieci anni di attese e congetture fatte? Io lo so! Morirà qualcuno di davvero amato... troooopo triste! Subito all'inizio e poi, quasi alla fine... Sigh, sigh! Quali segreti si sveleranno nell'ultimo libro? Io so già tutto. L'ho letto 4 volte in inglese quest'estate. Per il momento, prendetevi questa: la copertina del libro che esce il 5 gennaio 2008 in italiano. E se qualcuno vuole qualche anticipazione, non ha che da chiedere! Io sono cattivissima, rivelerò tutto! (ajajajajajajajaj uhauhauhauha! ajajajajajajaaj) Una cosa sola invidio a chi ancora non ha letto il libro: che ancora per lui l'avventura deve cominciare... e io vorrei tanto riviverla con la stessa emozione ed ebbrezza con cui l'ho vissuta lo scorso luglio... JKR, sbrigati ad inventare un altro personaggio altrettanto magico!
Vedere prima il film ispirato a un libro, e successivamente leggere il romanzo originale ho sempre pensato fosse cosa sbagliata. Bisognerebbe SEMPRE prima leggere il libro e poi vedere il film da cui la storia è tratta. Perché i libri sono sempre MIGLIORI dei film, non c'è storia. I casi in cui succede il contrario sono rarissimi (uno su tutti "Le regole della casa del sidro" di John Irving, il cui film è una delicatissima storia d'amore conflittuale, il libro un'accozzaglia di parole mal combinate rese ancor più stridenti dalla pessima traduzione fatta da un probabile traduttore ubriaco, per lo meno nell'edizione del libro che ho trovato su una bancarella qualche anno fa...) e per questo film, STARDUST tratto da un romanzo fantasy di Neil Gaiman, la situazione non è differente. Il libro è di gran lunga migliore del film, nonostante sia un film gradevole, relativamente aderente alla storia del libro, impreziosito forse da escamotages probabilmente necessari per una narrazione visiva e cinematografica, ma assai meno elegiaco del libro, che trasporta il lettore fino alla fine della narrazione in un mondo sì fantastico, ma pervaso da una patina di malinconica ineluttabilità delle cose, da un senso di poesia mista a tristezza dolcissima. L'ho letto in fretta, senza quasi fermarmi, con la consapevolezza che questo scrittore sa scrivere, sa presentare i suoi personaggi, sa maneggiare la penna senza tentennamenti o indecisioni. E alla fine sono rimasta pervasa da una bella sensazione, la sensazione di aver letto un bel libro, di essermi divertita e di riconoscenza verso chi mi aveva consigliato di leggerlo e di vederne il film. Che comunque consiglio a tutti gli appassionati del fantasy e del fantastico di andare a vederlo o di noleggiarne il DVD. Non prima di averne letto il libro, comunque. Perché il contrario pregiudica molte belle sensazioni che invece meritano di essere provate.
Un laboratorio di scrittura, riservato a chi, avendone già dimestichezza, desideri sperimentare, crescere e maturare attraverso il confronto tra varie tecniche narrative. Si apre a Milano, in via Gluck 59, presso la sede della Giovanni Tranchida Editore, il primo OpenLab, laboratorio di scrittura aperto, un’iniziativa che nasce in collaborazione con la Magnolia Italia, rivista online di narrativa contemporanea e la Giovanni Tranchida Editore. Curatori del laboratorio e delle lezioni tecniche di scrittura creativa, Heiko Caimi, Roberto Betz e Giuseppe Ciarallo, scrittori.
Il laboratorio è rivolto a tutti, gli incontri, che si svolgeranno sei volte l’anno sempre di sabato, sono assolutamente gratuiti e strumento validissimo per chiunque abbia la necessità di cimentarsi con la scrittura e sia desideroso di metterla a confronto con gli stili e le tecniche di altri sotto la supervisione di professionisti dello scrivere.
Non esistono obblighi di frequenza, agli incontri si può partecipare o interromperne la frequentazione in qualunque momento.
Unico requisito: il presentarsi con almeno un nuovo testo (che va inviato via mail all’indirizzo: heikohc@gmail.com), sia esso un racconto, una recensione o un testo teatrale.
I testi migliori selezionati dai docenti saranno pubblicati sul sito di Magnolia Italia e quelli ritenuti di maggior valore pubblicati dalla Giovanni Tranchida Editore,
Data del primo incontro del 2007: sabato 24 febbraio 2007
Data del secondo incontro del 2007: sabato 21 aprile 2007
Orario: 14.00 – 18.00
Indirizzo: Milano, via Gluck 59
Curatori del corso: Roberto Betz, Heiko H. Caimi, Giuseppe Ciarallo
Per informazioni e iscrizioni: Tel. 02-66802270 (dal lun. al ven. ore 14,30/19,30)
Fax : 02-69003425
e-mail: forrester.tranchida@gmail.com – heikohc@gmail.com – magnoliaitalia@gmail.com
Siti di riferimento: www.tranchida.it www.magnoliaitalia.net
Cavoli, fossi di Milano, andrei al volo!
Grazie a Lino per l'avviso!
Rinnovo adozioni a distanza
Bambini Nel Tempo - anno 2006/2007
In data primo dicembre
dichiariamo apertoil rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei Bambini Nel Tempo (per il quarto anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger di Bambini nel tempo)
* Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a
10 euro.
* Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione
unitamente al gruppo Insieme.
** Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.
Per adesso si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione.
(Quando ci sarà materialmente da inviare i soldi, saranno avvisati tutti in questo blog e sarà fornito il numero di conto corrente postale)
Lasciamo qui, nei commenti di questo post, tutte le dichiarazioni di sottoscrizione.
Grazie a tutti!
I Favoriti della Luna
Vivevano nella vita
Permeati da un grande vento
Con sorti giá decise.
Fin dalla nascita in corpi da commiato.
Ma c’era in loro un’umida speranza,
una fiammella nutrita del proprio luccichio
[…]
("Monologo per Cassandra"). Wislawa Szymborska
data primo dicembre 2006 si dichiara aperto il rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei Bambini Nel Tempo per il quarto anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger di Bambini nel tempo.
* Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a
10 euro.
* Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione
unitamente al gruppo Insieme.
** Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.
Writer, blogger e scrittore di grande valore ha pubblicato questo sul suo blog. Io lo copio e lo incollo sul mio, in modo che possa essere di ulteriore veicolazione:
Ho seguito la vicenda di Malene dapprima distrattamente, come se fosse uno dei tanti rumori di fondo che attraversano la galassia dei blog, poi con attenzione, infine con partecipazione e coinvolgimento emotivo.
Chi ha seguito la vicenda, ne conosce già i risvolti. Per gli altri una rapida sintesi potrà essere utile.
Malene è una donna di Haiti che vive in Italia. Lavora presso una ditta di pulizie. Non vede suo figlio da sette anni. Il ricongiungimento famigliare è reso problematico da ostacoli burocratici (la concessione del visto) ed economici (occorrono più di 2.000 euro per un viaggio di andata e due di ritorno dall'Italia ad Haiti).
Grazie all'impegno di Magdalene57 e di altri blogghers,che hanno organizzato iniziative, "maratone" e campagne di sensibilizzazione, sono stati raccolti, su un conto corrente intestato a Malene, 1600 euro, cifra che le permetterà di andare a prendere suo figlio!
Il 2 dicembre Malene partirà per Port au Prince e rientrerà- ma non da sola- in Italia il 29 dicembre.
Alcuni link di approfondimento, tratti dal blog di Magdalene 57:
http://blog.libero.it/butterflay/838066.html (la sua storia)
http://blog.libero.it/butterflay/1806731.html (io aiuto Malene)
Malene è una persona discreta e schiva, non ha chiesto niente per sé.
Voglio riportare alcune sue parole quando è stata messa al corrente dell'iniziativa che la riguarda:
Miei fratelli sorelle
Prima di tutto mille grazie a Margherita. Vi ringrazio di tutto cuore per il supporto economico per aiutarmi ad avere mio figlio in Italia con me. Sono commossa e riconoscente. Mi avete scaldato il cuore raffreddato dalle vicissitudini della vita.
Dio vi benedica
Vi abbraccio e rinnovo il mio affetto per voi. Vostra sorella e amica.
Ismaléne
La notizia è straordinaria, ma credo che l'impegno non possa fermarsi qui. Il ricongiungimento famigliare comporterà spese aggiuntive non indifferenti (vitto, spese scolastiche, abbigliamento invernale, ecc)
La proposta è dunque quella di continuare ad aiutare Malene, concretamente, non a parole. Perché di belle parole la vita è piena.
Per aiutare concretamente Malene
ISMALENE PROPHETE-DUME
c/c postale:75997270
codice abi cab: IT72-07601-12700
(per versare attraverso bonifico bancario)
Grazie a tutti voi.
Writer
Ne avevo letto su altri blog ed era un po' di tempo che pensavo di aderire all'iniziativa, soprattutto perché negli ultimi anni sto leggendo molto libri di esordienti e/o emergenti che pubblicano con case editrici "minori" o piccolissime. Sono infatti tra quei lettori che vanno dal proprio libraio di fiducia, insistono affinché ordini attraverso il computer o il telefono libri poco conosciuti e chiaramente non in vetrina, rompe le scatole finché tali libri non arrivino a destinazione e quando proprio non si riesce ad ottenere nulla, si rivolge direttamente alla casa editrice o via mail o via telefono direttamente. Così ho fatto per Io l'Immortale di Angela Catalini, edizioni Ennepilibri, così ho fatto per Diecimila e cento giorni di Claudio Martini, edizioni Besa, così sto facendo per tutti gli altri che ho in animo di leggere da qui a Natale. Per cui, in questa iniziativa di supporto alla piccola editoria di qualità mi ci ritrovo e mi ci riconosco. Ecco qui, chi passa e magari si chiede in cosa consista, andate a dare un occhiata e vedrete che lo scopo è davvero onorevole! (da qua, la bannerizzazione del blog)
Nel romanzo un immortale, Uberth, racconta in prima persona le peripezie che ha vissuto attraverso le varie epoche, alla ricerca delle sue origini. La storia potrebbe ricordare a qualcuno la trama del film The Fountain, ma l'autrice stessa ci tiene a sottolineare che il libro è stato scritto in tempi "non sospetti", e che la storia ha parecchie varianti. Per saperne di più andiamo a leggere la trama: "Il protagonista del libro si chiama Uberth ed è immortale, eppure l'immagine della morte è presente in tutta la narrazione. La morte è corteggiata, anelata, cercata. La narrazione in prima persona segue i pensieri del protagonista e attraverso il suo punto di vista vengono descritti gli altri personaggi, le epoche e le realtà che ha vissuto attraverso i secoli alla ricerca delle sue radici e del segreto che lo ha reso impermeabile alla morte. Il romanzo inizia immettendo senza preamboli il lettore nel cuore della situazione: Uberth si trova in un'isola sperduta dei Caraibi nell'ultima era possibile. La terra, infatti, è stata sconvolta dai mutamenti climatici e l'unico superstite dell'isola è un vecchio che ha perduto il senno. Quando il vecchio muore Uberth si ritrova nuovamente solo, una condizione che conosce fin troppo bene. Ma un giorno arriva una nave e finalmente incontra Esra, una sua pari. La donna è reticente e molto misteriosa perché nasconde un segreto che li porterà entrambi ad affrontare un viaggio molto pericoloso oltre il mare e gli oceani affinché si compia il destino al quale erano predestinati." Io, l'Immortale di Angela Catalini (Ennepilibri 2006, collana narrativa, pag. 80 — € 12,80 — ISBN 88-7908-103-9) (Fulvio Zorzer per FantasyMagazine)
Ho letto il libro. Angela, conosciuta virtualmente su un forum di scrittura e di scrittori qualche anno fa, blogger su splinder con il nick cristalpen e frequentatrice a pieno ritmo al forum FIAE a cui partecipo anche io ormai da tempo, scrive bene e in maniera asciutta ma allo stesso tempo emozionale. Sa dirigere il lettore verso il giusto obiettivo della narrazione e sa accompagnarlo in maniera sapiente verso la fine e la rivelazione. Questo è il suo primo romanzo, fantasy ma neppure troppo, la storia di un immortale con il peso della propria condizione che porta a spasso nel tempo e attraverso la storia, alla ricerca di un perché, di uno scopo, di una soluzione al fardello che vive con dolore. Il finale non è scontato come non è scontata la storia. Un libro che si "brucia" in pochissimo tempo, e se un difetto si può trovare è solo l'esser troppo breve. Bella prova, Angela! (p.s.: il fatto che abbia seguito passo passo le fasi "di lavorazione ed elaborazione" del romanzo non significa che il mio giudizio di lettrice sia inficiato dalla simpatia nei riguardi della scrittrice. Chi frequenta il forum di lettura e scrittura di Fiae sa che sono sempre molto sincera e per niente indulgente in fatto di scrittura, stile, trama e quant'altro
)
Casa Editrice: Il Foglio
Anno Edizione: 2005
Codice ISBN: 8876060405
Pagine: 100
Prezzo: 10€
Genere: Raccolta
TRAMA::
Undici donne: determinate, passionali, diaboliche, perfide, imprevedibili. Più semplicemente: assassine. Sono le protagoniste di Donne in Noir, un libro tutto al femminile e rigorosamente italiano. Un pugno di racconti che spaziano da un'atmosfera irreale alla rassicurante, ma solo in apparenza, ambientazione quotidiana. Coinvolgente e raggelante; ogni storia prende per mano il lettore accompagnandolo in un tunnel di oscura follia a cui nessuno è del tutto estraneo: la sorda inquietudine che attanaglia, pagina dopo pagina, non è altro che il lento risveglio di una dimensione che vive nascosta da qualche parte, dentro ognuno di noi. da: LA TELANERA
----------------------------------------------------
L'ho detto più volte, non amo l'horror o il noir. Eppure ho letto il libro di Simonetta Santamaria, e l'ho letto d'un fiato. Prima ero mossa dalla curiosità. Una donna che scrive noir? Chissà perché, chissà cosa la spinge, la muove in quella direzione. E avendola incontrata un attimo, a Bologna al Delos Day due anni fa, simpatica e discreta, solare e gentile, tutto avrei pensato dal suo aspetto, tranne che fosse specializzata in letteratura da brivido. E invece... Ma il suo libro e i suoi racconti mi hanno sconvolta e coinvolta per qualcosa che ha a che fare molto con la sua persona. Il suo modo di scrivere è semplice, asciutto e... naturale. Discreto ma solare. Così come è lei di persona. Schietta e naturale, asciutta e diretta. E' vero quanto scrivono altri lettori e critici sul suo stile, il lettore viene accompagnato per mano dentro le sue storie, e le donne che vi sono descritte sono reali, le vedi, senti davvero le voci nella tua testa. E' la normalità, la naturalezza dei loro gesti, dei loro comportamenti che ti soprende, ti coinvolge e alla fine di lascia un'ossessiva inquietudine addosso. Una prosa che convince e che perdura, come dovrebbe, in effetti, una scrittura efficace. Ho amato alcune storie piuttosto che altre, ma tutte hanno lasciato un segno dentro di me. E che non è solo il puro disagio di un testo vincente, ma è anche il messaggio, nascosto sapientemente tra le righe dall'autrice, della sofferenza e dell'emarginazione a cui hanno accesso molte, troppe donne di oggi e del passato. §
Non amo il noir. L'ho detto più volte. Ma Simonetta Santamaria sa renderlo significativo, non banale, non fine a se stesso. Sa introdurre e mostrare il dolore, la rabbia e l'ironica forza distruttiva di un femminile all'eccesso. Una scrittrice che continuerò a seguire, perché merita.
Segnalazione
Dopo i libri sui blog e i libri dei blogger, sembra che stia nascendo una nuova fase: i blogger che diventano editori.
Dopo Untitl.Ed è nato anche SCRITTOMISTO.
Ebbene, dalla vostra segnalazione è scaturito questo:
Da: ScrittoMisto GP
Ciao Ipanema,
siete iscritti. La settimana prossima i testi saranno tutti pubblicati sul sito per le votazioni.
Grazie Ciao! Sara
Già sento digrignar di denti dalla disapprovazione, già vedo espressioni di insofferenza e delusione, già immagino qualcuno strapparsi i capelli dalla disperazione, ma non posso farci niente: sono fanaticamente - al limite della dipendenza morbosa - fanatica di J.K. Rowling e del suo Harry Potter, maghetto dalla cicatrice a saetta. Non solo ho letto tutti i libri, ma ho studiato, ricercato, e ancora mi diletto insieme ad altre/i fanatici come me a formulare tesi, ipotesi, addirittura (ma l'avevo detto che son fanaticamente malata) ho persino tentato di immaginarmi l'improbabile sceneggiatura del primo capitolo nel 5° film tratto dal 5° libro. E quando stamattina aprendo il sito web che maggiormente ritengo attendibile e aggiornato sulle novità riguardanti il magico mondo di Harry, ho letto questa notizia... eh, be'... son stata proprio contenta. Insomma, secondo Liz Calder, direttore editoriale di Bloomsbury, la casa editrice che pubblica tutti i libri della Rowling, il settimo e ultimo libro della saga di HP dovrebbe con tutta probabilità uscire nel 2007. Siamo a metà 2006, il tempo passa velocemente, insomma, la soluzione di molti degli innumerevoli enigmi contenuti nei sette libri — per guardarla nell'ottica del bicchiere mezzo pieno — si avvicina inesorabilmente. Bene! Nel frattempo mi consolo leggendo il libro scritto da una persona che di Harry Potter se ne intende, tanto da aver da tempo messo su una Guida importante e interessantissima che consulto spesso, insieme al suo forum. L'Incantesimo di Harry Potter, di Marina Lenti. Al suo interno, riflessioni e qualche scoop, notizie che non sono state mai divulgate e rivelazioni interessanti. Una buona lettura per ammazzare l'impazienza...Per chi volesse leggere un mio racconto, su Camaleonte, blog di scuola ed esercitazioni di scrittura, ne è stato inserito uno mio.
Qualcuno si ricorderà un vecchio pezzetto di racconto estemporaneo, intitolato Fumo. Ebbene, dopo un lungo e attento lavoro di revisione, grazie agli amici e alle amiche del forum FIAE, è diventato questo pezzo più completo.

AH.... il mio arredamento ideale. Tutto in formato libri...
Ripropongo il posto dove al momento mi si trova con regolare frequenza. Adesso sono sempre
qui
E' un forum. Forse all'apparenza può sembrare l'ennesimo forum di principianti e/o aspiranti che vogliono in qualche modo condividere idee ed esperienza. Ma una parte - la parte più interessante - non è visibile al pubblico. E' "il laboratorio di scrittura" dove chi è iscritto può inserire i propri testi e permettere così la lettura e la critica sincera da parte degli altri partecipanti, e modificare lasciando intravedere il work-in-progress dei cambiamenti senza per questo essere intimidito da occhi non attenti o non interessati. Sono molto soddisfatta di come si stia sviluppando e soprattutto di quanto stia imparando io personalmente da questo gruppo. E' una bella svolta per me e ancora di più il web mi ha saputo stupire e migliorare. Non lo scrivo per pubblicizzarlo perché non è scopo del forum fare un proselitismo smodato. E' per indicare a chi si chiede che fine abbia fatto e che me lo chiede ogni tanto via mail e via pvt, le ragioni per cui ho lasciato i blog. Ed eventualmente per chi fosse interessato a mettere in gioco la propria scrittura o la propria capacità critica di lettura. Perché si tratta sostanzialmente di un forum di lettori esigenti e aspiranti scrittori.
Ecco Gabrielle, l'ultima arrivata tra I Bambini nel Tempo. Quest'anno i Blogger si sono scatenati in una gara di solidarietà che non ha precedenti. Hanno raccolto adesioni a tempo di record, iniziando con grandissimo anticipo la campagna per la raccolta delle adesioni alle adozioni a distanza, e quando si è prospettata la possibilità di aggiungere un bimbo alla già nutrita "squadra" di ragazzini adottati dal Gruppo Insieme/Bambini nel Tempo, il tam tam del web si è addirittura moltiplicato fino a raggiungere un importantissimo traguardo. Gabrielle, ha quattro anni, è orfana di padre e la madre non può occuparsi di lei perché deve lavorare. E' una bimba schiva e molto triste, malinconica perché sente molto la lontananza della madre. Almeno con il sostegno dei Bambini nel tempo le verrà data la possibilità di nutrirsi e di frequentare la scuola oltre che a vestirsi ed essere accudita. Ma pare che all'orizzonte ci siano anche altri progetti che il sostegno di Bambini nel Tempo/Gruppo Insieme renderà possibile. E' davvero una cosa meravigliosa, che meritava una menzione.
Ciao Gabrielle, anche da me Ipanema
Um abraço!
Cento piccoli sogni /Rinnovo adozioni
Quanto sognano i bambini?
Cento sogni ogni mattina (Bambini Nel Tempo / clikka sulle foto)
una penna, un quaderno, un pasto
un sogno concreto ...
da vivere a fondo.
(10 euro per una quota
una merenda, una coccinella sulla foglia
un succo sperato
tu ci pensi, poi lo fai
loro, i bambini nel tempo,
ti mettono nei sogni - e gratis)
postato dalla Sirenetta su http://bambinineltempo.splinder.com
per tutte le informazioni sui bambini, sulle adesioni e sulle modalità di adesione.




Ted Nalvoga
Solomon Ssaka
Nalunga Samali
Kibirango Leo
Nalvgnoa Oliver
e
?
se volete dare speranza e serenità ad un bimbo povero con pochi spiccioli, ancora c'è un po' di tempo...
"Un viaggio dentro di sé: dall'autobiografia al romanzo"
Master trimestrale di scrittura femminile on line
28 febbraio-28 maggio
"Anche se la pressione del tempo che passa è dolorosa e a volte insopportabile, sono convinto che non bisogna schivarla, perché la mia esperienza mi porta a credere che solo chi sente questo dolore fievole - o acuto- approfitta della vita e approfitta per avere qualche idea delle sue meraviglie". (Josep Pla)
Ed è su questo suggerimento di ricerca che la scuola Harriette Stanton Blatch di Bologna organizza un master trimestrale di scrittura femminile. Tre mesi, a partire dal 28 febbraio, per affrontare un viaggio dentro sé stesse, affiancando la letteratura agli "esercizi di stile". In mezzo ai ricordi, alla memoria storica, alla vita di tutti i giorni si scovano contenuti ed esperienze che possono essere trascritti e raccontati. Il master on line trimestrale segue la didattica del Master Stanton che si svolge a Bologna presso il Teatro San Martino e consente alle donne, che non possono spostarsi da una città all'altra, di lavorare con la scrittura e studiarne i meccanismi. Gli stessi docenti della Stanton, infatti, prepareranno alcune lezioni che saranno inviate agli allievi on line tramite mail. Il master, tenuto dalla scrittrice Patrizia Finucci Gallo, autrice fra l'altro del libro "Laboratorio di scrittura femminile" è aperto a tutte le donne senza limiti di età , né titoli professionali o scolastici. Le lezioni del primo mese saranno incentrate sul valore emotivo della scrittura e, in particolare, sull'importanza della scrittura autobiografica. Si lavorerà sull'utilizzo dei diari, imparando dai grandi scrittori che li hanno prodotti. Come Simone De Beauvoir, Anais Nin, Antonia Pozzi, Cesare Pavese, Cioran e tanti altri. Poi si passerà alle autobiografie, con i testi di alcune scrittrici italiane e straniere, come Marguerite Duras, per esempio, o Amelia Rosselli, Renata Viganò, Oriana Fallaci, Colette e molte ancora. Il secondo mese si affronteranno le tecniche di scrittura creativa: dall'incipit alla costruzione della storia, dall'utilizzo della scaletta alla definizione dei personaggi, dai dialoghi ai luoghi narrati. E ancora: la costruzione del romanzo l'utilizzo dei diari, gli strumenti del narrare, lo stile, l'intreccio della storia. Il terzo mese invece saranno affrontati i diversi percorsi della narrativa,
per avere un'idea generale della scrittura, soprattutto in relazione ai diversi campi di applicazione: dal cinema al teatro, dal giornalismo alla televisione, dalla pittura alla fotografia Infine saranno forniti alcuni elementi pratici, come i nomi e gli indirizzi di alcune case editrici che pubblicano le donne, le riviste che si occupano di scrittura femminile, i concorsi per la narrativa delle donne, i siti
Internet. Per informazioni ed iscrizioni telefonare alla scuola 051-5873813 o inviare una mail a scuolastanton@hotmail.com
Contenuti didattici del corso:
La paura del foglio bianco
L'incipit
La trama
La descrizione dei personaggi
L'importanza di raccontare le emozioni
La memoria
L'autobiografia
L'esercizio del diario
La definizione e il racconto dei luoghi
L'intreccio
Il quotidiano raccontato dalle donne
La scrittura dei ricordi
La scrittura della passione
La scrittura noir
La scrittura giornalistica
La scrittura fotografica
La scrittura dell'arte
La scrittura sul web
Consigli sulla pubblicazione
Indicazioni di editori e riviste che pubblicano al femminile
Interventi didattici a cura di:
Patrizia Finucci Gallo, scrittrice e saggista
Gregorio Scalise , poeta
Giovanna Pierantoni, scrittrice giallista
Andrea Fiorenza, psicologo e scrittore
Roberto di Caro, inviato del settimanale L'Espresso
Roberto Dovesi, fotografo
Katia Ceccarelli, web editor del portale Libero.it
Vladimiro Zocca critico e direttore della neonata rivista d'arte Nostos
Valerio Varesi, giornalista del quotidiano La Repubblica e scrittore. Dal
suo ultimo libro "Il fiume delle nebbie"editore Frassinelli, finalista al
premio Strega, è stato tratto lo sceneggiato Tv con Luca Barbareschi che
andrà in onda su Rai Due
Quando lo visitai la prima volta, dopo averne letto sul blog di Pennastilo, era appena abbozzato ma il progetto era ambizioso: un forum di scrittura creativa. Poi la rete ti sospinge verso altri lidi, e magari di idee intelligenti ti dimentichi pure. Oggi, ripasso sullo stesso sito e lo trovo cambiatissimo, pieno di contenuti e di interventi di grandissimo interesse. E tutto grazie ad un incessante e generoso lavoro di Pennastilo, che ha con grande amore raggruppato informazioni, recensioni, articoli sullo scrivere ma non solo, anche sul leggere. Ebbene, io mi sono iscritta. Conto di visitarlo molto spesso d'ora in poi. Chi ha la stessa mia ossessione, quella di scrivere e di leggere, farebbe bene a farci un giretto esplorativo.

i blog sarebbero due... ma io "a pelle" preferisco questo...
(informazione spudoratamente rubata a Inchiostrando
)
L'ho segnalato più volte, ma non ho ottenuto risposta. Se aggiorno, correggendo un vecchio post, nel momento in cui lo pubblico nuovamente corretto, il pezzettino della correzione viene raddoppiato, duplicato, clonato... insomma, fastidiosissimamente mi rovina tutta l'impaginazione e l'impostazione del post stesso. E non si può più tornare indietro. Perchè ad ogni volta che ricorreggo, tagliando, cancellando, insomma, tentando di togliere quell'errore, mi si raddoppia ulteriormente...Alla fine, in preda alla disperazione e alla rabbia, finisce che cancello definitivamente il post. Non indicatemi Soluzioni di Splinder, perchè è già stato segnalato. Ma vedo che non ha ottenuto molta attenzione. Il problema si ripropone... e si ripropone... e si ripropone....
Se mi vedete momentaneamente latitante, è perchè sono stata presa letteralmente da un colpo di fulmine web. La Writers Magazine Italia, è una rivista letteraria dedicata agli scrittori esordienti o appassionati di scrittura. Ai sognatori insomma. E' appena nata, il numero 0 di recente distribuzione online è stato un ottimo prototipo e di prossima distribuzione - sempre online - il numero 1. Io ho acquistato il numero 0 e mi è piaciuto. Curato da Franco Forte, direttore editoriale della Delos Books, scrittore, giornalista, sceneggiatore infatti dice della rivista "Con la Writers Magazine Italia anche i nostri autori hanno adesso un punto di riferimento, una guida tecnica e culturale a cui potersi appoggiare e un valido approdo critico per le loro opere. La WMI contiene tutto quello che si trova nelle prestigiose riviste straniere e molto altro: indicazioni sulle principali tecniche di scrittura, trucchi e consigli da professionisti, recensioni, racconti, interviste, poesie, haiku; e poi i dossier e gli approfondimenti sugli argomenti più interessanti, le lettere dei lettori, il Panorama letterario per restare sempre informati e tanto spazio per i vostri giudizi e per presentare le vostre opere, che se pubblicate saranno regolarmente ricompensate. Insomma, la Writers Magazine Italia vuole diventare il punto di aggregazione per tutti gli appassionati di scrittura e di letteratura, e nel contempo proporsi come una palestra per i giovani autori. Come recita lo slogan della WMI, una rivista scritta per chi scrive." E devo ammettere che è un ottimo prodotto, almeno per me che sono affamata di tutto quanto è scrittura. Non solo la mia, ma anche quella di altri esordienti, o scrittori emergenti perchè io ho sempre bisogno di scoprire nuove forme di espressione, nuovi mondi e menti sospese in atmosfere fumose e fantastiche. Adesso, appunto, la WMI ha aperto anche il forum, a cui possono accedere tutti i lettori della rivista ma anche solo appassionati di lettura e scrittura. E se momentaneamente mi trovate assente, è facile che mi troviate a ciancischiare di là 
Non correggo il mio "pezzo" incredibilmente dislessico... ma sinceramente rileggendomi ho l'impressione di aver proprio toccato il fondo del pentolone in fatto di grammatica e periodi completi... sarà l'analisi logica che mio figlio si rifiuta di studiare e che mi tormenta in questi giorni????!!!!!
Stefano Cenerini è un medico bolognese che dal 1997 anni esercita la professione in Zimbabwe, dove vive con la famiglia. Alcuni suoi amici (tra cui il mio amico Franco Foschi: medico anche lui, e con una grande passione per la letteratura) ha fondata un anno fa In missione con noi, una piccola onlus che ha lo scopo di "coordinare la raccolta e l’invio di materiali medico–sanitari e di offerte in denaro" a Cenerini, nonché di "promuovere la figura del medico missionario attraverso iniziative culturali e di informazione". (L'iniziativa - lo preciso perché la parola missionario potrebbe essere malintesa - è del tutto laica).
Mi scrive oggi Franco Foschi: "Cari amici, vi mando la pubblicità per la prossima iniziativa che ho in corso per la mia piccola onlus. Fatecela tutta per partecipare, ho davvero bisogno di soldi da mandare giù nello Zimbabwe! Dobbiamo comprare materiali sanitari e igienici che spediremo presto con un container. Vi ringrazio molto, e fatemi pubblicità!".
L'iniziativa è una commedia, Festa di matrimonio, che andrà in scena il 3 marzo a Bologna, al Cinema Teatro Orione.
Qui scaricate il volantino che spiega l'iniziativa.
Qui Franco Foschi vi dà maggiori informazioni sull'attività di Stefano Cenerini in Zimbabwe.
E cliccando qui potete scrivere a Franco Foschi e prenotare un biglietto per lo spettacolo
Il gabbiano non riposava mai, la sua era una vita zingara restare inattivo, un peso troppo forte da sopportare. Il gabbiano volava alto, ricordava appena l'ultima boa sulla quale si era fermato a riposare dal giorno in cui aveva imparato a volare e s'era convinto d'esser fatto d'aria e vento.
Il gabbiano aveva conosciuto la paura, aveva imparato a riconoscerla dai battiti del suo cuore, a dominarla e ad usarla sfruttando la voglia diandare che lo prendeva per trovare la corrente d'aria piu' forte che lo portasse piu' vicino al sole e a tenere da conto la sua paura come una saggia consigliera. Il gabbiano aveva visto molto, troppe immagini da dimenticare,
troppe notti insonni a luce alternata, ma non era ancora stanco di andare, e non si sarebbe fermato. Il gabbiano conosceva la rabbia che lo prendeva ad ogni addio, che lo spingeva verso un viaggio nuovo, a sorvolare nuove terre, a sfiorare scogliere in fiamme al tramonto, che gli impediva di chiudere gli occhi e lasciarsi andare al pianto, e in un'ultima picchiata unirsi a quella terra tanto lontana nel suo peregrinare di cielo in cielo, di nave in nave, di mare in mare. Il gabbiano era pronto ad un nuovo viaggio, per una volta non solo, a sentirsi parte di uno stormo tranquillo, che lo seguisse a distanza al riparo dalle correnti piu' forti e dai cacciatori di frodo.
Ora quando mi fermo a guardarlo da quassu' nelle notti piu' serene, colmare piatto, ho come l'impressione che si affidi ad una corrente piu' docilee si sorprenda in un lento volo planare.
Evdea (da Il gabbiano, blog di poesie e altre storie di Pino Scaccia)
Ormai si sa, questo blog è più il contenitore di cose che mi colpiscono, che mi piacciono, che mi attraggono, piuttosto che l'esposizione di cose mie personali, di esibizione di me. Anche il pezzo sotto, non è mio, ma di uno scritt'ore (lui si definisce così... e mi è simpatico anche per questo) che ho scoperto da poco ma che seguo regolarmente. La sua riflessione, per un pezzettino riportata qui sotto, mi è rimasta in testa. Per "liberarmene" la devo depositare e regalare...
Saya senang dengan kamu
Tornando a Valdobbiadene in treno, mercoledì sera, grazie a un libro regalatomi da un'amica ho scoperto qualcosa che mi è piaciuto subito, senza rifletterci troppo.
Gli indonesiani dicono: "Ti amo" solo nella canzonette (saya cintamu), ma nella vita di tutti i giorni usano un'altra espressione. Saya senang dengan kamu, che significa: "Sono felice con te".
Adesso cerco di capire perché mi sia piaciuta.
In effetti ti amo è una frase che vuol dire tutto, quindi anche niente. Ti amo è un sentimento astratto, non si riferisce a ciò che si è e si fa. Si può dire ti amo ed essere disperati, ad esempio. Oppure si può dire ti amo e sottintendere, o meno, una serie infinita di ma.
Sono felice con te, invece, è concreto: è il massimo che si possa dire quando si è innamorati di qualcuno. Perché è quel con te che diventa il centro, è l'essere insieme che diventa fondamentale. E questo stare insieme rende felici.
Ti amo lo si può dire anche ad una persona che non ricambia affatto il tuo amore. Lo si può dire vivendo all'altro capo del mondo. Lo si può dire perfino se si vive malissimo insieme.
Sono felice con te è qualche cosa in più. Perché in un rapporto fra due persone l'amore è importante, ci mancherebbe, ma più passa il tempo più diventa importante lo stare bene insieme. Nulla contro gli amori maledetti e disperati, però in un rapporto quotidiano dove ogni giorno si deve percorrere una strada a due è più importante quell'essere felici: quell'essere felici con te.
Se poi le cose dovessero andare male, perché spesso le cose vanno male in una coppia (non nascondiamoci dietro a un dito), diventa allora più facile la negazione.
Non ti amo più è una frase che spinge subito all'immancabile domanda: "Perché?". >>>>> (continua a leggere su Roberto Tossani )
Se proprio volete sposarvi andate a farlo in Provenza, in un posto qualsiasi fra Grasse e Marsiglia, e se non avete altre preferenze intorno alla data vi consiglierei un bel sabato mattina della seconda settimana di marzo di uno qualunque degli anni cinquanta, meglio verso la fine, facciamo il cinquantotto o il cinquantanove, e mi ringrazierete.
C’ erano dei sabato mattina così lunghi intorno a quel periodo che sembravano infischiarsene dell’ orologio che stava per segnare mezzogiorno ed erano capaci di arrivare fin quasi alla sera conservando talmente intatta la freschezza del loro verde pastello da trattenervi affacciate alla finestra dell’ albergo così perse a respirarli da farvi dimenticare che il vostro fidanzato di sicuro aveva già trasferito le valige nel portabagagli della dauphine e che se ne stava lì chissà da quando a guardare in aria senza spazientirsi ed a chiedersi di quanto ancora avrà bisogno per vedere se ha dimenticato qualcosa. Milvye lo vide e lo rassicurò salutandolo con la mano aperta e godendoselo un altro po’ con gli occhi quel suo uomo capace di stupirla rispondendo sempre con dei “si” alle sue proposte estemporanee >>>>>>> (continua a leggere su Ucronie in bianco e blu)
Blancoebleu scrive racconti bellissimi. Solo che ne scrive pochi... e allora, quando ne pubblica uno, diventa un evento di scala mondiale... ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE!!! gli appassionati dei racconti di Blanco sono avvisati!!!!
Dìcimelo
Frasi storiche, esilaranti,
parole buffe dette dai nostri piccoli cuccioli

Il post che segue, sembrerebbe uno di quegli ennesimi post da blogger in fase esistenzialista (il mio blog trabocca di momenti così)... e invece... beh, per scoprire cosa quell'invece vuol significare, andate a leggerlo direttamente ... un blog che comunque vi consiglio di tenere d'occhio, perchè ha un suo certo fascino, un suo certo perchè...
[...] Abbiamo rinunciato a cercare risposte alle fatidiche domande esistenziali, troppo difficile e troppo doloroso: dovremmo prendere atto del problema, che è il vuoto di valori e di obiettivi. Molto più facile, invece, dimenticarsene gettandosi a capofitto nelle attività più disparate. Scrivere, leggere, suonare, parlare, amare, giocare, studiare, lavorare, ascoltare, suonare, ammirare, correre... soltanto per non pensarci.
Riempiamo noi stessi con tutte queste cose che stanno fuori di noi per non dover affrontare il tarlo della domanda. Tutto per dimenticare il problema ma anche la possibilità di vivere pienamente e autenticamente.
Fuggiamo da noi stessi perché vediamo un abisso.[...] >>> continua su natusu::kusa fili d'erba
Sto ricopiando tutti i miei scritti, [anche quelli inseriti nell'altro blog WebSideStories che presto cancellerò definitivamente], e quindi, abbiate pazienza, se vi annoio, passate oltre...
questo che metto adesso, è andato perduto... cancellato insieme ai miei blog a dicembre 2003... un pezzettino, ieri mi è saltato fuori come per miracolo... è un brutto pezzo, ma è mio... è tornato da me...
Scrivere, amatissimo scrivere...
Ed è sempre questa stana pulsione, questo assurdo vergare sulla carta sensazioni e visioni che riprende prepotente.
E' veramente un bisogno primario, un piacere innocuo ma intenso un impegno sottile ma solido.
Scrivere, mio amato scrivere.
Sono consapevole ora che chi scrive non appartiene alla normalità delle cose, a quella schiera di persone che amano, sentono, mangiano, vivono la vita di tutti giorni solo ed unicamente per lo scopo di viverla.
Chi scrive vive intensamente ogni pensiero, ogni colore, o sentimento, un profumo, un volo, una carezza data da un binomio di suoni o musica, e non sa fare altro che tradurli in parole.
E' noia, è fame, è sete, è tremito, è scossa, è piacere.
E' tutto e niente al tempo stesso.
Sto cominciando ad accettare il fato che sarà sempre così, sempre più forte e intenso l'altalenarsi di grandi soddisfazioni di grandi eccitazioni a tristezze, a dubbi, ad angosciosi sconforti, quello sprofondare subitaneo nell'incertezza più cupa e più nera.
Fino all'onda che ritorna più vigorosa e più verde.
Scrivere mio amato scrivere.
E' droga, è alcool, è tremito delirante.
E' pudore, è vergogna di ciò che la mente è riuscita a creare, è dolore per una storia che non si vuole raccontare, ma che la mano irrequieta e ribelle, scriverà perché è potenza dell'immaginazione, è violenza, è reazione
inoltre, son alcuni giorni che ho saputo che questo blog ha chiuso definitivamente i battenti. La cosa mi intristisce. Perchè quella persona che lo amministrava è una persona di grande talento. Che lo dica io, ha pochissima importanza, io sono solo un'anima sconosciuta che legge sul web ciò che trova bello, ma i suoi scritti, i suoi racconti, le sue poesie, parlano per lui, dicono quello che io, da dilettante e ignorante, sento vibrare in maniera violentissima. gli rubo l'ultimo pezzo che ha scritto, perchè è talmente bello che lo sento mio particolarmente. come se qualcuno mi avesse letto dentro con uno scanner a raggi X. spero mi perdoni, per il furto, se mai - cosa che mi auguro faccia presto- dovesse tornare sul web e scoprirlo. Ogni eventuale commento, su quest'ultimo scritto, per favore, inseritelo nel blog da cui proviene. Grazie
Ora, il problema è che i veri sognatori si innamorano spesso (e non solo delle cose) e in un modo molto particolare, perché loro e il mondo, loro e gli altri, sono la stessa cosa. E, strano: proprio loro, sono destinati a essere tristi e soli. Non so se mi spiego, ma se quello che avete fatto sin da quando eravate piccoli è di ingrandire il mondo, ogni singola cosa con cui entrate in rapporto, con qualcosa di vostro, se gli fate le vostre domande e gli fate rispondere le più svariate risposte e allo stesso tempo la mettete in relazione con qualcos’altro che è già dentro e fuori di voi e voi stessi vi ingrandite di questa nuova acquisizione, beh, se voi avete davvero fatto questo sin dall’infanzia, allora siete sicuramente solitari e infelici. Sì, perché finisce che non vi bastate più, che avete veramente bisogno del mondo e degli altri (perché una buona parte di voi e lì dentro) ma il mondo non vi risponde con quello che vorreste sentire e gli altri non hanno nessuna intenzione di darsi a chi ha veramente bisogno di loro. È così che nascono i sognatori. Un sognatore è uno che ha un abissale bisogno del mondo. Marziller
Volevo aspettare, visto che sono in corso alcune discussioni non male... ma questo video è troppo bello, non ho saputo resistere... Grazie a Settolo per la segnalazione.
Uno alla volta, i blogger si susseguono sul palco. Qualcuno aggiunge l'altro nome, oltre al nick, qualcuno no.
La prima cosa che noto è che il nick corrisponde alla persona. Non so come spiegarlo. È una cosa strana. O forse no. Insomma, c’è aderenza tra il nome che ci siamo scelti e come siamo: fisicamente intendo.
Lo so, pare un’assurdità quello che sto dicendo, ma è proprio così. Il nostro nome anagrafico non ci rappresenta con la stessa fedeltà del nick. Forse perché quello ce lo appioppano i nostri genitori, prima ancora di conoscerci, quando siamo appena usciti dal ventre materno, anzi, anche prima, quando siamo solo un involucro di potenzialità, senza che nessuno sappia niente di niente di noi. Nemmeno i soprannomi ci corrispondono: ancora una volta è l’ironia degli altri che ci si appiccica addosso, pretenziosa e indiscreta.
Così il nick è il primo nostro vero nome!
Questo post è tratto dal blog Inchiostrando e sembra idealmente proseguire il mio discorso su blog e personalità del blogger iniziato qui ma non solo... ci siam scelti un nick... e una ragione c'è. La mia è questa
Questo post è tratto dal blog Inchiostrando e sembra idealmente proseguire il mio discorso su blog e personalità del blogger iniziato qui ma non solo... ci siam scelti un nick... e una ragione c'è. La mia è questa
Questo post è tratto dal blog Inchiostrando e sembra idealmente proseguire il mio discorso su blog e personalità del blogger iniziato qui ma non solo... ci siam scelti un nick... e una ragione c'è. La mia è questa
Ausência
Num deserto sem água
Numa noite sem lua
Num país sem nome
Ou numa terra nua
Por maior que seja o desespero
Nenhuma ausência é mais funda do que a tua.
(Sophia de Mello Breyner Andresen)
un grazie particolare al bellissimo blog Da còlera ao silencio aforismas em portugues

(Tecnica mista: resina e specchi)
Gabriella [Xallei]Frustaci
Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro, in perpetuo volo.
la vita la sfioro.
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo:
e come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino e’ vivere,
balenando in burrasca.
(V. Cardarelli)
" Ma il dono più straordinario, il dono per cui ringrazierò Dio e loro per sempre, è il dono dei miei nomadi del deserto. Musulmani, loro mi hanno insegnato la fede, l'abbandono incondizionato, la resa a Dio, una resa che non ha nulla di fatalistico, una resa rocciosa e arroccata in Dio, una resa che è fiducia e amore. I miei nomadi del deserto mi hanno insegnato a tutto fare, tutto incominciare, tutto operare nel nome di Dio".
Annalena Tonelli - missionaria laica, uccisa un anno fa.
Un e-book è un libro in forma digitale. Ci sono molti modi per costruirsene uno. Ora non vorrei scrivere un trattato sull'e-book, anche perchè Carmen Covito, scrittrice divenuta famosa con il libro "La bruttina stagionata" sul suo sito web www.carmencovito.it ha ampiamente trattato l'argomento, avendone studiato per anni le eventuali potenzialità editoriali.
Per chi volesse comunque scaricare alcuni libri online gratuiti con il programma Microsoft Reader, qui il sito dal quale si può scaricare il "reader" cioè il lettore dei file .lit e qui invece il plug-in per costruirne dei propri...
|
Operation Smile Italia Onlus è un’associazione senza fini di lucro, nata a Roma nel 2000. È costituita da medici e volontari che organizzano e compiono missioni umanitarie nei Paesi europei, compresa l’Italia, in Medio Oriente e in Africa, per correggere con interventi di chirurgia plastica gravi malformazioni facciali, come il labbro leporino, la palatoschisi e gli esiti di ustioni e traumi, da cui sono affetti soprattutto i bambini. I volontari di Operation Smile Italia riescono ad operare circa 200 bambini ogni missione.
| |
|
|
|
|
|
|

http://fragola.splinder.it
http://blackandwhiteandblack.splinder.it
C'è un blog il cui link mi ritrovo ogni tanto tra i referrers giornalieri. E quando vedo quel link, un tuffo al cuore mi prende e mi commuove. Perchè quel blog è fermo, silenzioso, senza più fiori e fotografie nè aggironamenti dall'inizio di dicembre. E' il blog di Fragola. Che scriveva dall'Australia. Che scherzava con me, su Solitudine, per via delle rughe che cominciavano a rigarle il volto, e che ha sempre riempito dei suoi fiori e della sua dolcezza, i nostri blog, e la bacheca della web community da cui proveniamo in tanti. Quel blog non sarà mai più aggiornato, perchè Fragola non c'è più. Ma in silenzio, con un sorriso, ogni tanto andiamo a lasciarle un messaggio. Perchè la Rete, son sicura arriva ovunque. Anche in Paradiso. Ciao Fragolina. Avresti riso con me, dei miei dialoghi allo specchio. E forse lo fai. Sono sicura. Un bacio, Ipa.
|
© Suzanne Plunkett, A woman named Zarghona (above) |
Su C'è Una Solitudine di Spazio, web community di MSN, un post di Chicca che raggruppa tutte le foto giornalistiche considerate le migliori dell'anno per Editor & Publisher. Alcune davvero molto intense e straordinarie, nella loro cruda ed emozionante capacità di riprendere la realtà.
CERCO LA CICOGNA
(once again)
Non è soltanto un sito web di pubblica e grande utilità. E' anche un bel sito, ideato, costruito e animato da una Dolcissima (oltre che di grande intelligenza) Amica del Web, Daniela del blog Sbrodolamenti, un blog che consiglio di visitare, foss'anche solo per ammirare le realizzazioni grafiche interamente da lei create. E' una delle mie webmaster preferite...(il più grande in assoluto, è GURU Heracleum... ma seconda in classifica, con molto onore, è proprio lei, Danielina...)
giovedi 18 marzo
ore 17,30
Biblioteca Monumentale di San Domenico
Piazza San Domenico, 13
Bologna
presentazione del libro
Chi ha ucciso Samuele?
di
Enzo Tardino
intervengono
Enzo Tardino
giudice di Cassazione
autore
Emilio Pasquini
direttore del Dipartimento di Italianistica
dell'Università di Bologna
Gino Zucchini
psicoanalista
Raul Grassilli
Voce narrante
Moderatore:
Nando Macchiavelli
redattore èTV - Rete7
Il libro, che ho letto con trasporto e intensità, è un libro difficile anche soltanto da aprire e sfogliare, per via dell'argomento che tratta, ma sin dalle prime battute, dalla semplicità pur nella dovizia di termini e proprietà di linguaggio, è coinvolgente e bellissimo. Un libro che restituisce molta dignità e verità ad un fatto che così tanto ha turbato l'anima di un popolo, che ha sconvolto e straziato e che ancora non ha calmato angoscie e angustie. Un libro scritto per dissipare soprattutto quelle nebbie che hanno così fastidiosamente gettato ombra sul lavoro degli inquirenti, e in maniera ignobile anche sui protagonisti e imputati di questa vicenda tristissima. E soprattutto che rende umanità alla piccola vittima.
I denti verdi di mio zio (di E. Fovanna)
E' una lunga storia, ma se avrete la pazienza di arrivare in fondo, credo che non ve ne pentirete. La storia di un mistero, sepolto per 60 anni, e di una rivelazione, che non mi ha lasciato uguale a prima.
Sono passati 60 anni e la vita scorre lenta in Val d’Ossola, ultima propaggine d’Italia prima del Sempione svizzero. Lì c’è la Valgrande, l’area wilderness (inabitata) più grande d’Europa. Un’immensa vallata che, nel giugno ’44 accolse 450 partigiani, molti dei quali fuggiti da Milano, inseguiti da 17mila nazifascisti che li stringevano d’assedio. Nel rastrellamento morì anche mio zio, senza armi indosso. Fuggito come tutti gli altri all’ultimatum del Duce, dopo l’11 settembre: "Alla leva o al muro". Da poco ho scoperto il segreto della sua morte. E’ bastato cercare i sopravvissuti, in particolare l’uomo che aveva visto tutto.
Io non so di che colore avesse gli occhi mio zio. Le vecchie foto della nonna sono in bianco e nero. Ma so che quando hanno trovato il suo cadavere, che ancora sorrideva al cielo della Valgrande, aveva i denti verdi. (continua qui)
Va bene... non smetto di trasmettere... Allora:
Ipanema, ma perchè secondo te la maggior parte dei giovani che bloggano amano templates neri con immagini fantasiose,spesso contorte, oscure e il senso della morte sempre presente? Questa cosa mi fa riflettere molto quando guardo negli occhi i miei alunni: ma quali angosce profonde si celano dietro i loro anni? mt mtb (http://mtb.splinder.it) alle 13:52 del 04 febbraio, 2004
Mtb, ha un blog stupendo... appena la pagina si carica, senti subito un profumino di cucina e di intingoli deliziosi... perchè raggruppa in sè una serie di ricette di cucina sfiziosissime e utilissime anche a chi, magari, non è proprio un cuoco sopraffino... ma ho scoperto che al di là di questa brillantissima idea, Mtb, è anche un'insegnante che sperimenta sul web, la didattica attraverso il blog. E si pone questa domanda, quella della predilezione da parte dei ragazzi, di tinte fosche, di disegni oscuri e immagini funeree, sia per i propri blog che per gli scritti. Avevo notato anch'io, già in passato di questo aspetto del gusto dei giovani. Non mi sono però lasciata prendere dallo sconforto, al pensare che i nostri giovani siano tristi e angosciosi, solo per questo, perchè se torno ragazza io con i ricordi... ebbene, adoravo Cesare Pavese, e la sua poesia "verrà la morte e avrà i suoi occhi"... proprio per il profondo senso di lutto che tutta la vita e l'animo di questo scrittore si trascinava dietro, fino al finale tragico. In tantissimi miei coetanei hanno amato Beaudelaire, e da sempre, i "dannati" il "genio e sregolatezza" hanno fatto sognare e suggestionato l'essere giovanile, di molti ragazzi, che forse, proprio per questo indugiare sulla tristezza e sulla malinconia, sull'ansia e sull'angoscia, dimostrano o hanno dimostrato di avere una sensibilità forse molto più acuta. Ma posso sbagliarmi. Come sempre. (Io poi, fino a gennaio avevo un blog a sfondo nero... mi vesto quasi sempre di nero...
)
RAGAZZI, VI PRESENTO LEO!

Ciao a tutti!
Oggi non ho resistito alla tentazione e sono andata al SOS Missionario in anticipo per avvertire che il 1° febbraio chiuderemo le adesioni e che era già in programma l'adozione di un altro bimbo... Appena ho visto questa foto me ne sono innamorata e il bimbo l'ho adottato subito, non ho saputo attendere fino a lunedì!
Eccolo!
Il nostro quarto bimbo: LEO
Ho adocchiato un'altra bambina e siceramente spero che nessuno la adotti entro lunedì perchè vorrei pregarvi di pensarci bene sù e decidere magari di adottarla, che ne dite?
So che bene o male gli amici di INSIEME sono tutti d'accordo, la titubanza viene più che altro dagli amici del blog perchè conoscono ancora poco l'iniziativa e sentono forte questa responsabilità. Non posso biasimarli e quindi ho rispettato la loro voce ma... il cuore mi dice di chiedervi di pensarci ancora bene.
Bene, chiedendovi scusa per il mio personale coinvolgimento emotivo,
vi lascio con un sorriso!
Sentiero
Ecco LEO KIBIRANGO.
Ho già aperto un album nella sezione immagini a suo nome, quindi potete anche vedere le sue schede. Ho notato che è cambiata la grafica...Oggi non ho parlato direttamente con la responsabile quindi non ho chiesto nè ricevuto informazioni in più ma mi sembra poco importante, abbiamo tempo!
Dalle schede si deduce che LEO è orfano di padre e di madre (entambi morti) e al momento gli fa da tutore una persona di nome Jesca (credo sia sua zia) che però è già povera (chi non lo è dalle loro parti?) e quindi necessita del nostro aiuto per mandare a scuola Leo, che è il 6° di non so quanti figli. E' un bimbo fortunato perchè gode di buona salute e quest'anno grazie al nostro aiuto frequenterà la scuola materna. E' nato il 28 gennaio del 1999, quindi ha praticamente compiuto 5 anni ieri, auguriiiiiiiiiii!!!